Tumori al cervello, Christian Brogna: il neurochirurgo italiano che ha rivoluzionato gli interventi awake

01.11.2025 14:45
Tumori al cervello, Christian Brogna: il neurochirurgo italiano che ha rivoluzionato gli interventi awake

Christian Brogna: Neurochirurgo italiano pioniere degli interventi awake di ritorno in patria

Roma, 1 novembre 2025 – Christian Brogna, neurochirurgo di 45 anni con esperienza internazionale nella chirurgia avanzata dei tumori al cervello e al midollo spinale, è tornato in Italia e attualmente lavora nel settore privato. Specializzato negli interventi awake, ha recentemente pubblicato un libro insieme a Claudia Zanella. La sua notorietà è cresciuta nel 2022, quando ha eseguito un intervento al cervello di un musicista che, rimanendo sveglio, suonava il sassofono per guidarlo nel preservare aree sensibili. Oggi, questa tecnica è diventata una prassi comune a livello globale, riporta Attuale.

Il metodo awake è ora diffuso tra i neurochirurghi di tutto il mondo e rappresenta una importante evoluzione nella chirurgia dei tumori cerebrali.

“Questo metodo è ormai praticato in tutto il mondo ed è entrato nell’armamentario dei neurochirurghi che si occupano di tumori cerebrali”, ha dichiarato Brogna.

La sua esperienza è cresciuta sotto la guida del professor Hugues Duffau a Montpellier, un pioniere in questa tecnica: “Ho imparato da lui e ho portato questa conoscenza in Italia. All’epoca, c’era solo un altro neurochirurgo che la praticava nel nord del paese. Avevo 27 anni”.

La responsabilità di operare il cervello

Parlando della responsabilità associata al suo lavoro, Brogna ha affermato: “Avere paura è importante perché significa avere responsabilità. Questa è enorme quando si opera il cervello, l’organo che rappresenta tutto di noi”. La paura, secondo Brogna, si trasforma in concentrazione, da cui scaturisce l’abilità di adattarsi alle necessità del paziente.

La complessità della persona nell’operazione

La sfida non è solo tecnica, ma anche umana. “Ognuno di noi è un mondo complesso, fatto di scienza e grande umanità. Mi interesa portare questa comprensione in sala operatoria”, ha spiegato. “La relazione con il paziente è fondamentale, è nella sinergia che trovo il senso della mia professione”.

Riguardo alla plasticità neuronale, ha detto: “Alcuni cambiamenti nei network cerebrali ci sono utili per rimuovere tumori o malformazioni in aree complesse, quindi sfruttiamo la plasticità neuronale anche durante l’intervento”.

La terapia e l’importanza dell’empatia

Brogna enfatizza che il rapporto tra medico e paziente è paritario: “Il rapporto è 50 a 50. Non c’è il dottore su un piedistallo. È fondamentale entrare in empatia con il paziente prima di operare”.

In merito alla sua identificazione come medico, ha chiosato: “Siamo esseri spirituali, tutto è interconnesso. Non possiamo dividere le cose in compartimenti separati”.

Il lavoro oltre l’intelligenza artificiale

Riflettendo sull’uso dell’intelligenza artificiale, ha affermato: “È uno strumento che velocizza i processi, ma non sostituisce il rapporto umano. Quello rimarrà sempre al centro”.

La scelta di tornare in Italia

Alla domanda sul suo ritorno, Brogna ha risposto: “Non esistono cervelli di ritorno o cervelli in fuga. Siamo cervelli in viaggio, ognuno deve cercare il luogo migliore per potenziarsi. E il medico ha un ruolo sociale importante”.

Il neurochirurgo italiano continua a far progredire la sua professione con un approccio che unisce scienza e umanità, evidenziando l’importanza dell’empatia e del rispetto dei desideri del paziente.

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