Le origini dell’attacco alle Torri Gemelle: la strategia di al Qaeda
Le Twin Tower sono state al centro dell’ossessione di al Qaeda fin dal prima dell’apertura di un vero e proprio fronte di guerra. Esse rappresentavano il simbolo della ricchezza americana, collocate nel cuore pulsante di New York, riporta Attuale.
In questo contesto, Khaled Sheikh Mohammed, ingegnere e principale luogotenente operativo di Osama Bin Laden, ha concentrato risorse e sforzi nell’intento di colpirle. Il primo tentativo si verifica nel febbraio del 1993, quando militanti fanno esplodere un camion bomba nel garage di una delle torri, causando la morte di sei persone. L’attentato è eseguito da Ramzi Youssef, nipote di Sheikh Khaled.
Questo primo fallimento non scoraggia i qaedisti, che elaborano un piano più ambizioso, prevedendo il dirottamento multiplo di jet passeggeri da schiantare contro gli obiettivi. La raccolta di informazioni dettagliate e metodi operativi è il frutto di un lavoro paziente condotto da Mohammed, prima di presentarlo a Bin Laden. Tuttavia, non tutti i membri erano concordi sul progetto; Seif al Adel, attuale leader di al Qaeda, esprime preoccupazioni riguardo alla potenziale rappresaglia americana. Nonostante questi timori, Osama Bin Laden rimane fiducioso nell’applicazione del piano, sottovalutando le conseguenze.
Il raid del 11 settembre 2001 è attuato da un team di 19 kamikaze, con target le due torri, il Pentagono e la Casa Bianca. I quattro piloti designati sono: Mohammed Atta, Marwan al Shehi, Ziad Jarrah e Hani Hanjour, quest’ultimo dotato di una formazione aeronautica adeguata. Gli attentatori infiltrano gli Stati Uniti frequentando diverse scuole di volo per apprendere le manovre necessarie al compimento della loro missione, conducendo viaggi di prova per testare le misure di sicurezza.
Il colpo mortale viene inferto alle torri: la Torre Nord è colpita dal volo American Airlines Flight 11 alle 8.46, mentre la Torre Sud è centrata dal United Airlines Flight 175 alle 9.03. La prima torre crolla alle 10.28, mentre la seconda viene distrutta alle 9.59.
Gli esperti offrono spiegazioni tecniche riguardo il duplice crollo, evidenziando come l’impatto, insieme a incendi generati dal carburante degli aerei, inneschi un effetto domino che compromette la stabilità degli edifici. Nel corso degli anni, le circostanze dell’attacco hanno alimentato numerose teorie cospirative, con interrogativi su allarmi ignorati e opportunità perse dalle autorità. Molti si interrogano sui reali piani di Osama Bin Laden: era consapevole delle conseguenze devastanti? Era certo che l’attacco avrebbe portato gli Stati Uniti in un conflitto interminabile e costoso?
La ferita causata dagli eventi dell’11 settembre rimane oggi aperta. Recentemente, le autorità hanno annunciato l’identificazione di una delle vittime delle Twin Tower attraverso l’analisi genealogica.