Nuove rivelazioni sul caso di Kata, la ragazza peruviana scomparsa a Firenze
Katherine Alvarez, madre della piccola Kata scomparsa il 10 agosto 2023 dall’ex hotel Astor, continua a lottare per scoprire la verità sulla scomparsa della figlia. Accompagnata dal suo avvocato Giovanni Conticelli e dal biologo forense Jacopo Lotti, la madre intende analizzare personalmente le 28.000 pagine depositate dalla Procura di Firenze, che hanno richiesto l’archiviazione dell’inchiesta per sequestro di persona, dopo più di tre anni di indagini, riporta Attuale.
Il pm Christine Von Borries ha escluso i sospetti nei confronti degli zii di Kata, Abel e Marlon, ritenendo che non vi siano ulteriori piste da seguire. Tuttavia, Katherine sostiene che non tutte le possibili circostanze legate alla scomparsa della figlia siano state esplorate. “Mia figlia non può essere archiviata, ma nessuna bambina può essere archiviata – ha dichiarato Katherine davanti al Palazzo di Giustizia –. Sono delusa, non me l’aspettavo, credevo che approfondendo alcune delle piste potessero emergere nuove informazioni. Ora voglio vedere anche le telecamere del 10 giugno”.
Katherine ha espresso preoccupazione circa eventuali suspetti su qualcuno, affermando: “Non so chi potesse odiarmi così tanto da togliermi mia figlia. Ho avuto dei conflitti, è vero, ma non ho fatto male a nessuno”. Secondo la madre, i misteri legati all’albergo occupato potrebbero avere un ruolo cruciale nella scomparsa: “Una settimana prima che mia figlia sparisse, sono successe cose strane nell’edificio e so che qualcuno sa la verità e non parla”.
Attualmente, il pool legale dei genitori di Kata sta collaborando con la criminologa Stefania Sartorini, che sta analizzando i filmati delle telecamere intorno all’Astor. Tuttavia, secondo i carabinieri, non c’è traccia della piccola che esce dall’immobile. Gli inquirenti sospettano che Kata sia stata portata via da un’uscita posteriore, seguendo un percorso non sorvegliato da telecamere.