Carles Puigdemont di Junts rifiuta i decreti sulla casa in attesa del verdetto sulla legge di amnistia
Carles Puigdemont, leader della destra separatista catalana, ha rifiutato di sostenere i decreti sulla casa, un gesto che potrebbe influenzare significativamente il panorama politico spagnolo. La Corte costituzionale dovrà αποφασίσει, martedì, se la legge sull’amnistia si applica anche al suo caso in relazione al reato di appropriazione indebita di fondi pubblici, risalente al processo separatista del 2017. Una sentenza favorevole potrebbe eliminare il mandato di arresto nei suoi confronti, permettendogli di rientrare in Spagna senza timori di incarcerazione, riporta Attuale.
Il voto contrario di Puigdemont sui recenti decreti sulla casa, pur partecipando ai negoziati in remoto da Waterloo, segna un drammatica rottura della fragile maggioranza che sostenuta finora il governo di Pedro Sánchez. Nonostante l’accordo iniziale per sostenere il governo, la sua decisione di opporsi a queste misure ha sollevato dubbi sulla coesione del suo partito, Junts, e sulle sue ambizioni future.
L’amnistia potrebbe riavvicinarlo al centro della politica catalana, consentendogli di tornare a guidare il suo partito attivamente, piuttosto che da dietro le quinte. Tuttavia, alcuni analisti, come Daniel Tercero del quotidiano conservatore Abc, suggeriscono che senza incentivi, dopo aver ottenuto il rientro in Spagna, Puigdemont potrebbe non avere motivi per allearsi a un governo di sinistra.
Inoltre, all’orizzonte si profilano le prossime elezioni, per le quali Puigdemont e il suo partito si stanno preparando strategicamente. Tuttavia, nel frattempo, la vita dell’ex presidente della Generalitat non sembra subire effetti immediati sulle questioni abitative, vivendo in una villa in Belgio, con affitto sostenuto da donazioni, e potendo eventualmente tornare a un chalet di proprietà in Spagna.