Lega, pressione dei nordisti per il congresso: mancano candidati e supporto nel partito

23.06.2026 06:15
Lega, pressione dei nordisti per il congresso: mancano candidati e supporto nel partito

Crisi nella Lega: Salvini in difficoltà di fronte all’avanzata di Futuro Nazionale

“Detto fra noi: Salvini non ci arriva alle elezioni”. Questo pronostico non indulgente proviene dall’entourage di governatori e amministratori nordisti, impegnati nella prima riunione telematica del Tavolo di regia dei territori della Lega. Il segretario intende rispondere alle crescenti intemperanze nordiste rispetto alla radicalizzazione nazional-sovranista che ha caratterizzato il partito negli ultimi anni, in particolare di fronte all’avanzata preoccupante di Futuro Nazionale, guidata da Roberto Vannacci, riporta Attuale.

Il Capitano spera di promuovere una rinnovata unità all’interno del partito attraverso il tavolo con i territori. Tuttavia, le realtà più forti nel lombardo-veneto, dove la Lega ha il suo maggior radicamento, si mostrano insoddisfatte. Un esempio è il presidente friulano Massimiliano Fedriga, che ha rifiutato il ruolo di coordinatore nel nuovo organismo. Anche l’ex governatore Luca Zaia, potenziale concorrente di Salvini, manifesta crescente diffidenza nei confronti della leadership attuale, rimanendo indeciso sull’opportunità di sfidarlo in nome del localismo.

Matteo Salvini, nato nel 1973, sembra trovarsi al capolinea di una carriera politica che ebbe inizio nel dicembre 2013, culminando nel governo giallo-verde Conte uno del 2018 e nell’exploit elettorale del 34% alle Europee del 2019. Tuttavia, questa ascesa è seguita da un rapido declino dopo la rottura con i 5 Stelle, che ha portato al governo Conte due con il PD e alla successiva marginalizzazione della Lega, soppiantata dai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

I leghisti nordisti aspirano a convocare un congresso, ma si trovano in difficoltà. Lo statuto del Carroccio prevede che la convocazione possa avvenire solo su iniziativa del segretario o della maggioranza del Consiglio federale, che in gran parte sostiene il leader. Il 4 e 5 luglio si svolgerà a Treviso un ritiri per tentare di riunire il partito, ma il rischio di una spaccatura continua ad aumentare, amplificato dai sondaggi, che sono contestati dai sostenitori e sollevano preoccupazioni tra i detrattori di Salvini.

Il generale Vannacci, lanciato da Salvini per le elezioni europee del 2024, si sta affermando come un concorrente temibile. Se nei prossimi mesi Futuro Nazionale dovesse continuare a erodere il consenso della Lega, questo alimenterebbe il timore di un significativo ridimensionamento della rappresentanza parlamentare. Questa eventualità desta preoccupazione anche tra i più fedeli sostenitori del segretario, portando a considerare la possibilità di un congresso se i dati dovessero diventare allarmanti. Tuttavia, fino al raduno di Pontida previsto per settembre, è difficile che il Carroccio possa prendere sul serio i sondaggi.

Il tavolo con i territori, promosso da Salvini, si rivela insufficiente a affrontare le questioni fondamentali riguardanti il rilancio di un pragmatismo nordista, focalizzato sulla richiesta di fondi di coesione dell’UE e sulla gestione dei flussi migratori per le aziende, piuttosto che sulla demagogia securitaria e anti-islamica. La questione rimane se emergerà una leadership alternativa a quella di Salvini, con Zaia in prima fila.

Nel frattempo, a Milano, il Carroccio ha deciso di puntare sull’europarlamentare Silvia Sardone e di rafforzare le primarie di coalizione per stimolare una scelta da parte del centrodestra, che non esclude nemmeno il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. I Fratelli d’Italia, dal canto loro, preferirebbero una scelta condivisa per attrarre l’elettorato moderato.

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