Arresto di Ilia Traber: il “Padrino” di San Pietroburgo e l’ombra di Putin
Ilia Traber, noto come “l’Antiquario”, è stato arrestato il 17 giugno dal FSB, il servizio di sicurezza russo, per omicidio premeditato e traffico d’armi. Questo arresto segna una svolta significativa nella ripartizione del potere tra le élite russe, suscitando preoccupazioni riguardo ai suoi legami storici con Vladimir Putin, riporta Attuale.
Traber, 75 anni, era un personaggio di spicco a San Pietroburgo, legato alla potente cosca Tambovskaya-Malyshevskaya. Fino a poco tempo fa, il suo antico legame con Putin lo aveva protetto da inchieste per i suoi affari illeciti. Tuttavia, ora è sotto custodia cautelare a Mosca, dove dovrà rimanere per almeno due mesi.
I crimini di cui è accusato risalgono al 2020, quando Traber avrebbe orchestrato l’assassinio dell’imprenditore Alexandre Petrov. Quest’ultimo fu colpito da un cecchino mentre usciva da una sauna. La rivelazione del suo arresto mette in evidenza lotte interne all’interno del potere russo per il controllo delle risorse.
Lo status di Traber come “intoccabile” è ora messo in discussione. Secondo Olga Romanova, esperta di giustizia penale, l’arresto è stato autorizzato direttamente da Putin, il che indica che “l’amicizia con Vladimir Vladimirovic non è eterna”. La caduta di questo boss criminale implica infatti una ristrutturazione degli equilibri di potere all’interno delle élite russe.
Nel 2016, Traber era stato tra gli ospiti del compleanno di Putin; l’ultima foto che lo ritrae con il presidente risale a quell’evento. La sua carriera è iniziata vendendo pezzi d’antiquariato dell’era zarista e ha rapidamente acquisito un monopolio nella vendita di antichità a San Pietroburgo.
Collegato con la malavita russa, Traber ha cercato di controllare anche il porto di San Pietroburgo, dando vita a violenti conflitti con rivali. Il suo arresto è giunto in un momento di crescente tensione per il controllo delle risorse petrolifere e dei terminali russi, ora vitale per le esportazioni del Paese.
Attualmente, i rivali di Traber, tra cui Igor Sechin di Rosneft, cercano di riprendere il controllo sul sistema portuale, che è diventato cruciale per le esportazioni di petrolio russo. Secondo fonti investigative, Traber si sarebbe trovato in conflitto con queste figure potenti, il che potrebbe aver accelerato il suo arresto.
Incredibile! Un colosso come Traber finito dietro le sbarre. Non ci si può fidare nemmeno dei “legami” con Putin, alla fine. La situazione in Russia è sempre più tesa e chissà cosa succederà ora! Magari arriveranno nuovi equilibri… o nuove lotte tra i potenti. Un vero caos!