Cosenza, 11 agosto 2026 – Due persone sono state fermate dopo la morte di Antonio Perrotta, il buttafuori 34enne di Fuscaldo pestato fuori dalla discoteca ‘Il Castello’ di Sangineto, nel Cosentino, nella notte tra l’8 e il 9 agosto: sono sospettate di omicidio. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Paola che coordina le indagini della squadra mobile, del commissariato di Diamante e dei carabinieri di Paola e Scalea. Ai due fermati gli investigatori sarebbero arrivati dopo aver raccolto testimonianze e visionato i filmati delle videocamere di sorveglianza, riporta Attuale.
Un litigio apparentemente iniziato dentro il locale e poi finito in modo brutale: questa la sintesi dei fatti che al momento devono ancora trovare tutti i riscontri del caso. Dopo essere stato malmenato, Perrotta sarebbe stato soccorso da conoscenti e accompagnato a casa. Ma col passare delle ore avrebbe accusato dolori e perdita di sangue dal naso. È arrivato all’ospedale di Cetrato con numerose e profonde ferite. Vista la gravità della situazione è stato poi trasferito all’ospedale di Cosenza e ricoverato nel reparto di rianimazione, dove ieri è deceduto.
La madre in lacrime: “Me l’hanno ammazzato”
Chiedono giustizia la mamma e il fratello della vittima, Nazzareno Perrotta. “Me lo hanno ammazzato”, ha detto la donna in lacrime al TG1. Antonio, operaio in un’azienda privata di giorno, bodyguard di notte per arrotondare, lascia la compagna e quattro figli, l’ultimo di neanche un anno.
Unanime il coro dei sindaci del Tirreno cosentino. “Non si può morire così”, le parole di Giacomo Middea, sindaco di Fuscaldo, che ha preannunciato la proclamazione del lutto cittadino in occasione delle esequie non ancora fissate. “In quella giornata isseremo le bandiere a mezz’asta ed inviteremo tutte le attività commerciali ad abbassare le saracinesche”. Chiesto anche l’annullamento o il rinvio di eventi e manifestazioni. Nessuno spettacolo anche a Sangineto: “La violenza non può e non deve mai trovare spazio nella nostra comunità” ha detto il primo cittadino Michele Guardia –. Dobbiamo tutti interrogarci e lavorare affinché sicurezza, rispetto e legalità tornino a essere valori imprescindibili della nostra convivenza”. Nelle ultime settimane “altri episodi di violenza hanno accompagnato le notti della movida”, il commento di Ugo Vetere, sindaco di Santa Maria del Cedro. “Questo lembo di terra ha bisogno di controlli, presenza e serenità”.
Chiusa per 15 giorni la discoteca
Il questore di Cosenza, Antonio Borelli, intanto ha sospeso la licenza della discoteca ‘Il Castello’ per 15 giorni al fine di impedire il protrarsi di una “situazione di pericolosità sociale” e “tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini, indipendentemente da ogni responsabilità dell’esercente”. L’area rimane pattugliata dalle forze dell’ordine.