Russia Today minaccia il senatore Calenda, solidarietà bipartisan dal parlamento italiano

30.06.2026 12:35
Russia Today minaccia il senatore Calenda, solidarietà bipartisan dal parlamento italiano
Russia Today minaccia il senatore Calenda, solidarietà bipartisan dal parlamento italiano

Il senatore Carlo Calenda, leader del partito Azione, ha denunciato di aver ricevuto gravi minacce attraverso il canale Telegram di Russia Today (RT), l’emittente di Stato russa. L’attacco, secondo quanto riferito dal parlamentare sulla piattaforma X, sarebbe scaturito dalla sua richiesta di applicare rigorosamente le sanzioni europee contro i media propagandistici del Cremlino, con la proposta di introdurre pene fino a dodici anni di reclusione per chi sostiene e finanzia la propaganda russa.

Il caso ha innescato una reazione immediata e trasversale tra le forze politiche italiane. La presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno espresso piena solidarietà a Calenda, definendo inaccettabile qualsiasi forma di intimidazione verso un rappresentante delle istituzioni. Sostegno è arrivato anche da Fratelli d’Italia e Italia Viva, con numerosi esponenti che hanno sottolineato come il senatore si trovi «dalla parte giusta» nella difesa della democrazia liberale e dell’Ucraina.

All’origine della controversia vi è un’interrogazione parlamentare presentata da Azione al ministero dell’Interno, nella quale si contestava l’attività di RT in Italia e si chiedeva conto di un «festival segreto» organizzato dall’emittente a Bologna lo scorso aprile. L’iniziativa ha scatenato una reazione coordinata degli utenti russi del canale Telegram di RT, che hanno preso di mira Calenda con insulti e minacce, in quello che molti osservatori descrivono come un tentativo di pressione psicologica orchestrato dal Cremlino.

Un salto di qualità nell’aggressione informativa

L’episodio segna un’evoluzione preoccupante nelle modalità d’azione dei media di Stato russi. Secondo analisti e fonti politiche, RT e i canali a essa collegati sono passati da operazioni di influenza occulta e diffusione di disinformazione a forme di aperto ricatto, minaccia e intimidazione diretta nei confronti di legislatori europei. Il caso Calenda viene letto come un tentativo di ingerenza negli affari interni italiani e una sfida alla sovranità nazionale.

La risposta italiana, che ha visto compattezza tra maggioranza e opposizione, dimostra come la difesa della sicurezza nazionale e delle istituzioni democratiche possa superare le divisioni partitiche. La condanna unanime ha incluso anche esponenti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, che pure non erano citati nel comunicato iniziale.

Le falle del quadro normativo europeo

La richiesta di Calenda di inasprire le sanzioni europee contro i media propagandistici russi mette in luce le cosiddette «zone grigie» nel diritto dell’Unione. Nonostante il divieto di trasmissione imposto a RT dopo l’invasione dell’Ucraina, l’emittente ha continuato a operare attraverso siti specchio, canali Telegram e l’organizzazione di eventi culturali chiusi, come dimostra il festival di Bologna. La proposta del senatore – che prevede il carcere fino a dodici anni per chi collabora consapevolmente con la propaganda del Cremlino – viene vista come una risposta adeguata alle minacce ibride che l’Italia e l’Europa devono fronteggiare.

L’episodio potrebbe rappresentare un punto di svolta. Dal 2022, i media russi nell’Unione hanno di fatto perso lo status di organi d’informazione, trasformandosi in strumenti di sabotaggio e propaganda. Il caso Calenda potrebbe spingere il governo italiano e la Commissione europea a chiudere definitivamente ogni varco normativo che ancora consente a strutture come RT di operare sul territorio degli Stati democratici europei.

L’emittente di Stato russa, che all’interno della Federazione ha già cancellato ogni giornalismo indipendente, tenta ora di imporre le sue regole anche nell’Unione, sfruttando la libertà di espressione come una debolezza da sfruttare. La reazione italiana segna una linea di resistenza chiara.

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