Tragedia nelle carceri toscane: due morti in pochi giorni
“Una vera e propria mattanza, indegna di un Paese civile”. Le parole del garante regionale dei diritti dei detenuti Giuseppe Fanfani evidenziano la gravità della situazione nelle carceri toscane: un detenuto di 26 anni è deceduto ieri a Prato, e un altro di 75 anni ha perso la vita lunedì a Firenze, riporta Attuale.
Il 26enne, Rodriguez Matute Dennis, originario dell’Honduras, è stato trovato privo di vita all’alba nella sua cella nel carcere della Dogaia a Prato. Era in custodia cautelare per tentato omicidio e rapina ai danni di un cameriere, in concorso con un minore di 16 anni detenuto in un centro per minori. L’episodio, avvenuto in piazza Mercatale lo scorso maggio, ha profondamente scosso la comunità locale.
La procura ha avviato un’indagine sul decesso dell’honduregno, ipotizzando una “morte come conseguenza di un altro reato”, probabilmente legato alla cessione di droga, mentre si attende l’autopsia programmata per sabato. Martedì, Matute aveva cambiato avvocato, scegliendo Simone Valenti, e, secondo il legale, “sembrava stesse bene”, ma aveva accennato a un leggero malore la mattina precedente. Ieri avrebbe dovuto essere interrogato riguardo a presunti abusi subiti da poliziotti durante il suo arresto, ma è morto qualche ora prima dell’interrogatorio, in un contesto carcerario critico.
Il sistema carcerario è afflitto da un sovraffollamento preoccupante, con celle in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili. Il procuratore Tescaroli ha sottolineato che alla Dogaia si verifica un “fenomeno criminale pulviscolare”. Dall’inizio dell’anno, sono stati rinvenuti 24 cellulari e sequestrati 825 grammi di hashish e 91 di cocaina, entrati attraverso i colloqui e i permessi dei detenuti. Solo domenica scorsa, un detenuto è stato sorpreso con 100 grammi di hashish e 20 di cocaina, occultati negli slip.
Tragica è anche la situazione a Sollicciano. Pochi giorni fa, il Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni del carcere fiorentino, a causa delle scarse condizioni igienico-sanitarie. Finora, 137 detenuti sono stati trasferiti in altri istituti penitenziari toscani. Tra loro, il 75enne deceduto lunedì, che era stato portato all’ospedale di Torregalli a Firenze. Era entrato in carcere tra il 15 e il 20 giugno e, nonostante l’età avanzata e precarie condizioni di salute, si trovava in un ambiente carcerario particolarmente difficile. Il decesso è avvenuto solo pochi giorni dopo il suo ingresso in carcere, evidenziando la gravità della situazione a Sollicciano.