Nuovo attacco russo su Kiev: otto morti e diversi feriti durante bombardamenti notturni

02.07.2026 06:55
Nuovo attacco russo su Kiev: otto morti e diversi feriti durante bombardamenti notturni

Attacco russo su Kiev: otto vittime e numerosi feriti

Nella notte tra mercoledì e giovedì l’esercito russo ha lanciato un ampio attacco contro la capitale ucraina Kiev, utilizzando missili e droni. Almeno otto persone sono state uccise e diversi edifici sono stati distrutti, mentre almeno 25 individui sono rimasti feriti, riporta Attuale.

Questo attacco rappresenta il primo di questa portata in oltre due settimane, in un contesto in cui la guerra sembrava essersi impantanata, con scarsi progressi da parte di entrambe le forze armate.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva previsto un attacco nel giorno precedente, mercoledì, durante una visita a Dublino, dove ha annunciato l’interruzione della sua visita e il ritorno in Ucraina a causa di informazioni di intelligence riguardanti la preparazione di un attacco russo su larga scala.

Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare a Kiev, ha dichiarato che i bombardamenti russi hanno colpito aree residenziali, causando vittime civili, un fenomeno già osservato in precedenti attacchi. All’alba di giovedì, ha segnalato un “grosso numero di vittime” e danni estesi, suggerendo che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare con il proseguire delle operazioni di soccorso.

Numerosi incendi sono scoppiati in vari punti della città durante l’attacco, incluso un deposito di ambulanze, in cui una persona è rimasta gravemente ferita.

Il precedente attacco russo su Kiev risale a un mese fa, all’inizio di giugno. Negli ultimi tempi, la Russia aveva concentrato le sue operazioni sul fronte orientale dell’Ucraina, ottenendo alcuni progressi nella città di Kostyantynivka, strategicamente importante per il controllo del Donbas, regione già in conflitto prima dell’invasione russa.

D’altro canto, l’Ucraina ha intensificato i suoi attacchi con droni contro il territorio russo, mirando a raffinerie, oleodotti e impianti chimici, con l’obiettivo di limitare i profitti del governo russo e ridurre la sua capacità di spesa militare, spingendolo verso un negoziato per porre fine al conflitto.

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