Ali Abbasi analizza Donald Trump: “Un bullo e un genio delle pubbliche relazioni”
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Ali Abbasi, regista di origine iraniana e creatore del film “The Apprentice”, ha descritto Donald Trump come un bullo sin dall’infanzia, sottolineando la sua capacità di manipolare le situazioni a proprio favore. “Mi dispiace molto per tutti i politici europei che devono avere a che fare con lui, perché è un bullo da quando aveva 11 o 12 anni”, ha affermato, facendo riferimento a esperienze passate che hanno formato la sua personalità. Abbasi, ora residente in Danimarca, è appena atterrato a Firenze, dove parteciperà a un evento con la Fondazione Stensen per discutere delle politiche di Trump e delle loro conseguenze in Europa, riporta Attuale.
Il regista ha recentemente subìto anche l’attacco di Trump, che ha criticato il suo film come “un attacco basso, diffamatorio e politicamente disgustoso” al movimento Maga. “Questo è l’unico film di fiction su di lui. Minacciarono di fare causa, mandarono una lettera di diffida… e così riuscì ad evitare che i grossi distributori americani mostrassero il film perché avevano paura di essere perseguiti”, ha reso noto Abbasi.
Nel corso della sua intervista, Abbasi ha evidenziato come Trump utilizzi i social media in modo sapiente: “Penso che Donald Trump sia un genio delle pubbliche relazioni. Ha imparato molto da Roy Cohn e ha perfezionato queste capacità”. Secondo lui, la strategia comunicativa di Trump, paragonabile ai tabloid di New York, gli consente di dominare l’attenzione pubblica. “Il suo messaggio non è cambiato da quando nel 1987 comprò un’intera pagina del Washington Post per dichiarare che gli Stati Uniti non erano abbastanza duri,” ha aggiunto.
Abbasi considera che il bullismo in politica possa funzionare: “Sa cosa sta facendo e permette a sé stesso queste libertà perché non ha paura delle conseguenze.” Trattando la questione del linguaggio usato da Trump, ha osservato come si avvicini a quello dei tabloid: “Consiste nel comunicare con le persone nel modo più basso e impulsivo. Cattura l’attenzione.”
Infine, Abbasi ha commentato le coincidenze tra eventi politici e culturali, come i funerali della Guida suprema iraniana Ali Khamenei che si sono svolti il 4 luglio scorso, giorno in cui gli Stati Uniti celebravano i loro 250 anni di indipendenza. “Penso che in qualche modo le loro decisioni nascano in modo simile a quanto accade nell’orbita trumpiana,” ha concluso, evidenziando l’imprevedibilità e l’improvvisazione nelle azioni politiche sullo scenario mondiale.