La Cina lancia il primo missile balistico intercontinentale da un sottomarino, gli Stati Uniti lo definiscono «irresponsabile»

13.07.2026 14:25
La Cina lancia il primo missile balistico intercontinentale da un sottomarino, gli Stati Uniti lo definiscono «irresponsabile»

Test di Missile Intercontinentale Cinese da Sottomarino: Preoccupazione Regionale

Per la prima volta, la Cina ha effettuato il lancio di un missile balistico intercontinentale da un sottomarino nucleare, in un’azione che ha suscitato preoccupazioni tra le nazioni limitrofe. Questo test è avvenuto lunedì 6 luglio 2026, nel Pacifico, con l’obiettivo di dimostrare la potenza militare cinese e rafforzare le capacità della sua triade nucleare, riporta Attuale.

Il missile intercontinentale, il JL-3, era dotato di una testata inerte che riproduceva il peso e la forma di una vera arma nucleare. La Cina ha annunciato che l’operazione ha avuto successo e che tutti gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti, secondo il Global Times. Questo test segna la terza volta che un missile cinese di lungo raggio viene lanciato nel Pacifico, con la novità principale rappresentata dall’impiego di un sottomarino di attacco strategico.

Il test non è passato inosservato: Giappone, Australia e Nuova Zelanda hanno espresso “grave preoccupazione” per quello che hanno definito una “esibizione di forza destabilizzante per la regione”. I dirigenti di queste nazioni sono stati informati da Pechino che c’era la possibilità di detriti del missile nelle loro acque.

Il preavviso del test è stato insolitamente breve, limitandosi a poche ore. Questo è stato concepito per impedire agli avversari di schierare navi di sorveglianza che avrebbero potuto raccogliere dati critici sul missile. Il Dipartimento di Stato americano ha descritto questo approccio come “irresponsabile”, sottolineando il rispetto reciproco delle procedure di allerta tra Stati Uniti e Russia per evitare malintesi pericolosi.

Inoltre, gli esperti militari americani hanno segnalato che il missile ha volato per circa 4.000 miglia nautiche, sorvolando la base americana di Guam prima di atterrare nell’oceano a nord-est delle Isole Salomone. Questo esercizio dimostra la crescente capacità della Cina di lanciare attacchi a lungo raggio.

I missili intercontinentali cinese, appartenenti alla classe Julang (JL), hanno ricevuto particolare attenzione durante la parata di settembre 2025 per il quarantesimo anniversario della vittoria contro il Giappone. Secondo gli analisti, il JL-3 possiede un raggio di circa 10.000 chilometri, rendendolo capace di colpire ampie porzioni del territorio statunitense.

Justin Bassi, direttore dell’Australian Strategic Policy Institute, ha commentato che “Pechino sta inviando un chiaro messaggio al mondo, dimostrando di avere un arsenale nucleare in grado di dominare il Pacifico”. Sebbene la Cina possieda 14 sottomarini nucleari, confrontati ai circa 70 della flotta statunitense, si avverte che i sottomarini cinesi sono ancora relativamente rumorosi, il che potrebbe limitarne l’efficacia in operazioni stealth.

Quest’ultimo test rappresenta un altro passo avanti nella corsa agli armamenti nel Pacifico, con gli Stati Uniti che conducono annualmente tra i 5 e i 10 test nel medesimo teatro con missili Minuteman e Trident, mentre la Russia effettua i suoi test nel Mar di Barents. La Cina sembra essere in ritardo in questa corsa, ma gli sviluppi recenti suggeriscono un tentativo crescente di colmare questo divario.

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