Approvata in Francia la legge sul suicidio assistito, ma ora attende il controllo del Consiglio costituzionale

16.07.2026 08:25
Approvata in Francia la legge sul suicidio assistito, ma ora attende il controllo del Consiglio costituzionale

Approvazione della legge sul suicidio assistito in Francia

Mercoledì, l’Assemblea nazionale francese ha approvato in via definitiva la legge che legalizza il suicidio assistito, con 291 voti a favore e 241 contrari. Per diventare operativa, la legge necessita del via libera del Consiglio costituzionale, che potrebbe richiedere alcune modifiche, sebbene sia improbabile un suo rigetto, riporta Attuale.

Questa legge consente alle persone maggiorenni con cittadinanza francese, affette da una «malattia grave e incurabile» che provoca una sofferenza fisica o psicologica insopportabile, di accedere al suicidio assistito. I richiedenti devono essere in grado di esprimere la propria volontà in modo libero e informato. Dopo l’approvazione della richiesta, la persona deve autosomministrarsi il farmaco letale, salvo sia fisicamente incapace di farlo, nel qual caso l’atto può essere eseguito da un medico o da un infermiere. È previsto un periodo di riflessione di due giorni prima della somministrazione.

Il medico a cui la persona si rivolge ha 15 giorni per prendere una decisione, consultando almeno un altro specialista e un infermiere a conoscenza della situazione del paziente. È presente una clausola di obiezione di coscienza per i professionisti che non vogliono partecipare, pur dovendo fornire i nomi di altri operatori disposti a farlo. Tuttavia, non viene riconosciuta la possibilità di obiezioni collettive da parte delle strutture sanitarie.

La legge, fortemente voluta dal presidente Emmanuel Macron, conclude un lungo processo iniziato nel 2022 con una Convenzione cittadina che ha discusso il fine vita. La Convenzione, composta da 184 cittadini, ha concluso che il suicidio assistito dovrebbe essere legalizzato. Un primo disegno di legge fu presentato nel 2024, ma accantonato. Una nuova proposta è emersa nel marzo 2025 dal deputato centrista Olivier Falorni.

Negli ultimi mesi, l’approvazione è stata ostacolata dal Senato, a maggioranza conservatrice, che ha respinto diverse versioni e si è rifiutato di discutere l’ultima proposta. Nonostante una legge separata per il finanziamento delle cure palliative, la situazione rimane critica, poiché molti pazienti non hanno accesso a tali cure, suscitando timori circa un aumento delle richieste di suicidio assistito.

La legge è stata infine approvata grazie alla possibilità del governo di concedere l’ultima parola all’Assemblea in caso di disaccordo tra le camere. Tuttavia, il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato l’intenzione di chiedere al Consiglio costituzionale di esaminare il testo, ritardando a sua volta l’approvazione definitiva. Lecornu non si oppone alla legge ma desidera garantire che la normativa non contrasti con i principi di libertà e dignità personale.

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