Perquisita la casa di Abderrahim Fakir, l’avvocato: “Colpevolizzare la vittima è inaccettabile”

23.07.2026 14:55
Perquisita la casa di Abderrahim Fakir, l'avvocato: "Colpevolizzare la vittima è inaccettabile"

Bologna, 23 luglio 2026 – Perquisita la casa di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento della polizia domenica mattina in via Svevo, al Pilastro. All’interno sono stati trovati alcuni medicinali, ma non molto altro di utile, secondo quanto riportato dalle fonti. Il cugino di Fakir, che viveva con lui, è stato invitato a seguire gli agenti per essere interrogato, ma si sarebbe rifiutato di farlo. Questo rifiuto non è passato inosservato, tanto che durante l’assemblea di ieri dei cittadini è stato accusato dal microfono di non rispettare la casa di colui che è stato definito la vittima, riporta Attuale.

Il cugino di Fakir

Il rifiuto del cugino di Fakir di collaborare con la polizia ha suscitato preoccupazione tra i cittadini, che hanno espresso il loro dissenso durante l’assemblea. La situazione è diventata tesa, riflettendo la frustrazione e la confusione che circondano l’incidente e il trattamento della vittima da parte delle autorità.

Il legale Anselmo: “Le indagini devono essere affidate a un altro Corpo”

L’avvocato della famiglia di Fakir, Fabio Anselmo, ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia, definendo l’accaduto un fatto grave: “Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di comportamenti inadeguati – spiega Anselmo -. Le indagini attualmente condotte dalla Squadra Mobile devono essere trasferite a un altro Corpo. Non c’è alcuna giustificazione per la presenza della polizia sul corpo della vittima. Qui si sta colpevolizzando l’unico coinvolto che non può più difendersi.” Anselmo ha sottolineato quanto sia inaccettabile il modo in cui la vittima viene trattata dalla narrazione pubblica.

L’accesso al pronto soccorso di Fakir

Il 20 giugno scorso, poco dopo le 15, Fakir è stato portato al pronto soccorso, dove il referto indicava ‘Psichiatrica – preoccupazione per il benessere del paziente’. Portato all’ospedale Maggiore in ambulanza dopo un gesto autolesionistico, Fakir presentava ferite a un polso, probabilmente auto-inferte. Non è risultata alcuna presa in carico da parte del Centro di salute mentale, ma durante la visita ha dichiarato di essere depresso e ha chiesto aiuto per parlare con uno psichiatra. L’uomo era afflitto da preoccupazioni economiche, poiché la sua attività non stava andando bene e aveva incontrato difficoltà nel rinnovo del permesso di soggiorno, con un ricorso pendente per la Protezione internazionale.

Al Tg1 il video della bodycam

Intanto, il Tg1 ha trasmesso un estratto del video registrato dalla bodycam di uno dei due poliziotti intervenuti in occasione dell’incidente, il quale è stato consegnato alla Procura. Le immagini mostrano una situazione di conflitto, con le mani degli agenti a contatto sia con Fakir che con un’altra persona. “C’è un momento di contatto con altre persone che erano vicine a un’auto; a questo punto, appare chiaro che i poliziotti devono intervenire per gestire la situazione”, ha dichiarato l’avvocato Gabriele Bordoni, enfatizzando la necessità di un’analisi approfondita riguardo all’intervento della polizia.

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