Il passaporto italiano è il terzo più potente al mondo secondo Passport Index

23.07.2026 17:15
Il passaporto italiano è il terzo più potente al mondo secondo Passport Index

Roma, 23 luglio 2026 – Un passaporto italiano è una delle migliori chiavi d’accesso per il mondo. Basta mostrarlo e 120 frontiere in tutti i 5 continenti si aprono senza nessun’altra richiesta, in 43 casi serve solo un po’ più di tempo per fare il visto sul momento, per 11 dogane bisogna fare l’Eta online mentre sono solo 24 gli Stati o territori sovrani, su 199 considerati, per cui il documento italiano non garantisce l’accesso senza aver richiesto il visto prima di partire, riporta Attuale.

La classifica Passport Index 2026

Nella classifica 2026 della piattaforma online Passport Index, l’Italia si colloca al 3° posto mondiale, totalizzando un “Mobility Score” di 174, corrispondente al numero di Paesi in cui un cittadino italiano può entrare senza visto oppure con procedure semplificate all’arrivo. Questo risultato conferma che il passaporto italiano è tra i più “forti” a livello internazionale, uno dei migliori al mondo per garantire libertà di viaggio. Solo i passaporti di Emirati Arabi Uniti con “Mobility Score” di 182, e di Francia e Spagna con 175, superano l’Italia.

Libertà di viaggiare

Valutando il passaporto in un contesto mondiale, questo documento assume un’importanza significativa, non limitandosi a essere un semplice documento di identità, ma diventando un indicatore della libertà di movimento di un cittadino e della forza delle relazioni diplomatiche interamente costruite da uno Stato con la comunità internazionale.

Una classifica dei passaporti funziona quindi da termometro della mobilità globale, misurando le libertà e opportunità concesse ai cittadini. L’Italia si posiziona favorevolmente, come molti Stati dell’Unione europea e dell’area Schengen, consentendo agli italiani un netto vantaggio nei viaggi rispetto a cittadini di altre nazioni, in particolare di Stati africani o Paesi politicamente instabili.

La situazione continua a migliorare per l’Italia; come mostrano i dati del Passport Index nell’ultimo decennio, sono aumentati progressivamente gli accordi internazionali che eliminano o semplificano l’obbligo di visto per i Paesi Ue, seguendo così i vantaggi della politica di libera circolazione delle persone avviata con gli accordi di Schengen.

I cittadini meno liberi di viaggiare

Al contrario, possessori dei passaporti dei Paesi in fondo alla graduatoria, come Afghanistan, Siria, Iraq, Pakistan o Somalia, affrontano lunghe procedure consolari per l’accesso alla maggior parte delle destinazioni. Ad esempio, un cittadino afghano può entrare senza visto solo in 6 Paesi, mentre in altri 29 è consentita l’entrata con procedura semplificata, ma in 163 Stati deve prima ottenere l’approvazione consolare. A vari livelli, le difficoltà di movimento colpiscono miliardi di persone, considerando che circa la metà dei passaporti ha un “Mobility Score” inferiore a 100, limitando così l’accesso a più della metà dei Paesi nel mondo. Ciò rende la classifica dei passaporti una rappresentazione dell’influenza e rilevanza internazionale degli Stati; la “forza” di un passaporto non derivando solo dal documento stesso, ma anche dagli equilibri geopolitici e dalla reputazione internazionale di un Paese.

Cos’è il Passport Index

Passport Index è uno strumento di classificazione attivo da oltre dieci anni, prendendo in considerazione i passaporti di 193 paesi membri delle Nazioni Unite e 6 territori (Repubblica di Cina, Taiwan, Macao, Hong Kong, Kosovo, Territorio Palestinese e Vaticano), per un totale di 199. Non misura la ricchezza o il peso economico di un Paese, ma la libertà di movimento garantita ai suoi cittadini.

Il parametro principale è il “Mobility Score”, che rappresenta il numero totale di destinazioni raggiungibili senza richiesta di visto prima della partenza. Accanto alla classifica dei passaporti, il Passport Index pubblica anche il “Welcoming Score”, valutando quanto uno Stato sia aperto ai cittadini stranieri. Nel caso dell’Italia, il “Welcoming Score” è 93, posizionandosi al 52° posto nella graduatoria sull’apertura delle frontiere. Ciò significa che i cittadini di 93 Stati possono entrare in Italia senza visto e con procedure semplificate, mentre quelli di 106 nazionalità devono affrontare la richiesta preventiva di visto.

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