Modena: l’attentatore Salim El Koudri dichiarato capace di intendere e volere
Scortato dalla polizia penitenziaria, Salim El Koudri, l’attentatore di Modena, ha fatto il suo ingresso in tribunale. È la prima volta che incrocia il volto delle vittime del suo attacco avvenuto il 16 maggio, in cui investì la folla con la sua Citroen, e in particolare quello dei familiari di Monica Esposito, deceduta dopo due mesi di sofferenza a causa delle gravi lesioni riportate. L’atmosfera in aula era densa di angoscia e rabbia per il gesto atroce compiuto dal giovane, accusato di strage, riporta Attuale.
Durante l’udienza, El Koudri è stato dichiarato perfettamente in grado di intendere e volere. Secondo i periti nominati dal giudice, il giovane sapeva esattamente cosa stava facendo quel giorno. “La condotta illecita non costituisce espressione sintomatologica di un disturbo mentale, bensì l’esito di un agito motivato da frustrazione, rancore e finalità rivendicativo dimostrative”, hanno dichiarato i periti Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori. Non è stato dunque riscontrato alcun vizio totale o parziale di mente.
Gli esperti hanno anche illustrato che la sintomatologia psichica, già evidenziata da precedenti accessi ai servizi psichiatrici, non avrebbe compromesso la capacità di El Koudri di comprendere le proprie azioni. “Nessuno scollamento della facoltà di comprensione dei gesti svolti”, ha aggiunto Forghieri. Relativamente ai quattro video realizzati dall’indagato poche ore dopo l’attentato, analizzati durante la perizia, non sarebbero ascrivibili a momenti di ‘follia’; piuttosto, simili a un linguaggio e una gestualità tipica dei video di musica trap, un’interpretazione contestata dal legale di El Koudri, Fausto Gianelli, che afferma: “Ci sono evidenti segni di disturbo psichiatrico. I video sono deliranti”.
Nel frattempo, i legali dei familiari di Monica Esposito, tra cui Deborah De Cicco per il fratello Giovanni e Liborio Cataliotti per la madre e gli altri due fratelli, chiedono con insistenza la contestazione dell’aggravante di terrorismo. De Cicco ha sottolineato come tra i file trovati sui dispositivi in uso all’indagato vi fosse un grafico con le fasi di vita di El Koudri, una linea temporale che a circa 19 anni mostrava la parola “radicalizzazion”, senza la ‘e’ finale, e il termine “Is”, riferito all’ISIS.
Incredibile come si possa arrivare a tanto. La rabbia e il dolore delle famiglie sono inimmaginabili. Mi chiedo se il sistema giuridico riesca davvero a fare giustizia per una vita persa in modo così vile. È una vergogna per tutti noi.