Perugia, 24 ottobre 2026 – “È il Parlamento che deve farsi carico di legiferare su un tema così importante, tanto importante che non troviamo le parole per definirlo”. Così Stefania Proietti, civica e presidente della Regione Umbria (centrosinistra), ha commentato la legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito, approvata a maggioranza dall’assemblea regionale giovedì scorso. Proietti ha lanciato un appello al Governo affinché affronti “un tema di assoluta importanza dal punto di vista etico e morale, che in fin dei conti è la vita” e garantisca alle Regioni “i fondi necessari a potenziare il welfare e in particolare l’assistenza domiciliare e le cure palliative”, riporta Attuale.
La battaglia di Laura
Il voto umbro è il risultato della lotta di Laura Santi, affetta da sclerosi multipla progressiva, che ha scelto il suicidio assistito nel luglio 2025. In suo nome è stata presentata la proposta di legge che ha ottenuto l’approvazione due giorni fa.
La scelta della presidente
“Credo che innanzitutto la vita debba essere sempre messa al centro di qualunque nostra azione. Sono convinta che per un tema di questa portata il percorso da seguire sia nazionale, una sede più alta: credo che il Parlamento debba farsene carico. E poi avrei voluto avere più tempo, e l’ho anche chiesto all’Assemblea, per parlarne di più e meglio con i cittadini. Non significa mettere la testa sotto la sabbia, ma dare il peso che merita a un tema per il quale non troviamo neanche le parole”, ha affermato Proietti, rispondendo a chi le chiedeva perché non avesse partecipato al voto.
In merito alla sua esperienza di lunga data come sindaca di Assisi, la presidente ha precisato: “No, assolutamente no. Io mi sento parte dello Stato, delle Istituzioni. La mia storia personale, semmai, ha inciso di più quando ho seguito la vicenda di Laura Santi. Ho scelto una posizione diversa dalla mia maggioranza, spiegandone in aula i motivi, nel massimo rispetto dell’istituto della legge di iniziativa popolare”.
Alla domanda se la sua scelta avesse creato malumori tra i membri della maggioranza, ha replicato: “No, niente affatto. In una coalizione i distinguo possono, devono esserci. Abbiamo affrontato il tema in maniera franca e schietta, nel rispetto ciascuno delle posizioni dell’altro. Anzi, voglio ringraziare l’Assemblea legislativa dell’Umbria che ha mostrato un’elevata postura morale e politica in un momento così delicato e importante.”
Proietti ha condiviso anche un aneddoto personale: “Laura aveva un’intelligenza viva e brillante. La sua richiesta è arrivata in Regione il 4 marzo 2025 e, dopo uno stop da lei stessa deciso, il 21 luglio il percorso è stato portato a compimento. Ho dovuto pensare a quello che c’era da fare: avremmo potuto istituire l’ennesimo comitato etico, non lo abbiamo fatto per rispetto suo e della sua dignità di persona. Anche se non nascondo di aver sperato che ci ripensasse. Con Laura ho parlato a lungo; mi ha raccontato la sua storia, la sua fatica e quella di chi le stava vicino. E mi ha detto in cosa, come Regione, abbiamo mancato. Lasciandomi un testamento: migliorare il sistema dell’assistenza domiciliare integrata e le cure palliative. Per questo chiederò al più presto fondi al Governo.”
Infine, si è rivolta a Laura Santi, affermando: “Che mi sto battendo per avere le risorse necessarie a dare a tutti i cittadini quelle cure e quella carezza per cui, anche nella malattia, le persone possano sentirsi abbracciate tanto da non voler arrivare a chiedere di morire.”