MILANO: Leonardo Maria Del Vecchio si costituisce parte civile nel procedimento Equalize
Leonardo Maria Del Vecchio ha annunciato la sua costituzione come parte civile nel procedimento Equalize, confermata la decisione dall’imprenditore stesso, identificato come persona offesa nell’avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Francesco De Tommasi. Al centro delle accuse vi sono un ricatto e una truffa, asseritamente perpetrati ai suoi danni sfruttando il rapporto con le persone preposte alla sua protezione, riporta Attuale.
L’accusa di estorsione coinvolge Mario Cella e Vincenzo Giuseppe De Marzio. Cella, che lavorava nel settore della sicurezza come collaboratore personale di Del Vecchio, avrebbe ottenuto illegalmente immagini dal sistema di videosorveglianza della residenza dell’imprenditore, anche scattando fotografie tramite il suo smartphone. Cella avrebbe poi inviato tali immagini a De Marzio, che nell’estate del 2023 avrebbe presentato a Del Vecchio alcuni fotogrammi come materiale recuperato durante attività protettive, mentre in realtà questi derivavano dalle telecamere di sicurezza accessibili a Cella. Del Vecchio sarebbe stato indotto a temere che tali immagini potessero essere diffuse, spingendolo a versare 30mila euro in contante per distruggerle, oltre a pagare prestazioni già fatturate. Secondo l’accusa, il denaro sarebbe stato estorto approfittando della paura di Danneggiare la sua reputazione.
Inoltre, la truffa aggravata è attribuita a De Marzio e Samuele Calamucci. Le indagini indicano che avrebbero convinto Del Vecchio dell’esistenza di un dossieraggio a suo carico e che l’agenzia Neis Agency stesse lavorando per raccogliere informazioni riservate su di lui. I magistrati contestano 180.013,44 euro di fatture per prestazioni supplementari ritenute fittizie e ulteriori 50mila euro per un dossier presentato come proveniente dalla “Squadra Fiore”, apparentemente creato da De Marzio e Calamucci. L’accusa attribuisce a Calamucci la contraffazione materiale dei documenti, nel tentativo di far pagare Del Vecchio per un materiale fabricated da chi doveva proteggerlo.
Il legame di lavoro si basava su un contratto di protezione reputazionale del valore di 12mila euro mensili. Per guadagnare credibilità, De Marzio avrebbe fatto riferimento al proprio passato nei Carabinieri e ai servizi prestati presso il Ros. I magistrati segnalano che la truffa ha creato in Del Vecchio un timore di un “pericolo immaginario”, attraverso una struttura che lo convinceva di essere sotto attacco e gli imponeva pagamenti per interventi di protezione considerati non necessari dall’accusa.
Le cifre contestate nell’ambito di questo procedimento sono considerate il profitto dei reati perpetrati ai danni dell’imprenditore. A Cella e De Marzio vengono rimproverati accessi illeciti a banche dati pubbliche, in concorso con pubblici ufficiali infedeli, per ottenere informazioni destinate a fini di lucro ed estorsione. A Neis Agency è stato contestato un illecito amministrativo per non aver implementato modelli organizzativi adeguati a prevenire i reati menzionati. Le accuse devono essere verificate, poiché l’avviso chiude le indagini preliminari e non rappresenta una sentenza. È chiaro che Del Vecchio, in questo contesto, è parte lesa; secondo i magistrati, il suo rapporto con chi doveva proteggerlo è stato sfruttato per colpirlo.
r. i.