Il viaggio nel Mare di Bering: la sfida del passaggio tra Stati Uniti e Russia
STRETTO DI BERING – Il 25 luglio 2026, intorno alle 5:20 ora dell’Alaska nord-occidentale, la barca ha finalmente preso il largo dal porto di Nome. Le condizioni meteo sono favorevoli, con un sole splendente che riscalda l’aria cristallina, evocando le belle giornate invernali sulle Alpi. La mancanza di vento ha costretto l’equipaggio a proseguire a motore per circa dodici ore a una velocità media di quasi 7 nodi, mentre le onde rimangono basse, garantendo una navigazione spedita, riporta Attuale.
Poco dopo le 17:30, la situazione cambia improvvisamente quando un forte vento da sud inizia a sollevare il mare, avvolgendo la barca in nebbie e nuvole che riducono la visibilità a mezzo miglio. Con l’aumento del vento a circa 23 nodi, l’equipaggio ha potuto issare le vele, aumentando la velocità fino a oltre 9 nodi e rendendo la navigazione più stabile.
Dopo circa otto ore di navigazione, sono apparse a sinistra le Isole Diomede, che segnano il confine tra Stati Uniti e Russia. Queste isole sono il punto più vicino tra il continente americano e la Siberia russa. Gli amici Inuit di Nome avevano avvertito l’equipaggio che la traiettoria dell’Antimeridiano di Greenwich passa attraverso queste isole, dando vita ai soprannomi locali: la Grande Diomede è conosciuta come “l’isola di ieri”, mentre la Piccola Diomede è “l’isola di domani”.
Recentemente, un’imbarcazione a vela spagnola con un capitano messicano ha cercato di approdare alla Piccola Diomede, ma il consiglio tribale locale ha espresso chiaramente che non sono graditi. Questo è un comportamento insolito, poiché in genere gli Inuit accolgono gli stranieri con grande amicizia. L’equipaggio della barca ha infatti ricevuto doni di salmoni affumicati e numerosi inviti a pranzo dai locali.
Al momento, la navigazione proseguirà per almeno altre 15-20 ore, a seconda delle condizioni del mare e del vento. L’obiettivo è l’ansa protetta di Hope Point, un promontorio abitato da un piccolo villaggio Inuit di meno di 700 abitanti, un tempo rifugio per le baleniere. Non esiste un porto e sono previsti venti forti da nord che costringeranno l’equipaggio ad attendere forse un paio di giorni. Quando il tempo migliorerà, ci si dirigerà verso Capo Barrow per iniziare la ricerca di passaggi per evitare iceberg e ghiacci polari.