Proteste a Kiev per il ritorno di Fedorov nel governo: «Non ci ignorino»

26.07.2026 00:35
Proteste a Kiev per il ritorno di Fedorov nel governo: «Non ci ignorino»

Proteste a Kiev: La richiesta di cambiamento non si ferma

DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV «Non riuscirete a ignorarci». Per il decimo giorno consecutivo, i manifestanti si radunano in piazza Ivan Franko, nei pressi del teatro nazionale e del palazzo presidenziale, dove il presidente Volodymyr Zelensky affronta una delle crisi più gravi dall’inizio del conflitto. I partecipanti comprendono veterani e giovani, molti dei quali portano segni della guerra sul corpo, e si esprimono con cartelli scritti a mano. La richiesta è chiara: non basta la rimozione dell’ex capo di stato maggiore Oleksandr Syrskyi, ora sostituito da Mykhailo Drapaty; i manifestanti chiedono il ritorno di Mykhailo Fedorov al ministero della Difesa, riporta Attuale.

La piazza non si svuota, anzi, i manifestanti ribadiscono che il cambiamento deve andare oltre una semplice sostituzione di figure chiave. Katia, una studentessa di biotecnologie, dichiara: «Non è resa. È bisogno di futuro. Abbiamo bisogno di droni, innovazione e meno spreco di vite». Queste esigenze vengono sottolineate da Dmytro Koziatynskyi, un veterano del battaglione Da Vinci, che evidenzia l’urgenza di una guerra più efficace e meno distruttiva.

Koziatynskyi è consapevole della dura realtà al fronte: molti soldati si trovano in situazioni critiche, spesso nascosti nei bunker, a fronteggiare un nemico mentre la guerra assume nuove dimensioni attraverso la tecnologia. La mancanza di rotazioni nel personale e l’esaurimento dei soldati mettono a rischio la capacità di risposta dell’esercito ucraino. In questo contesto, la proposta di Fedorov non è solo vista come una garanzia di ritorno a una leadership più efficace, ma anche come un simbolo di speranza per una generazione che desidera un cambiamento radicale.

Il direttore dell’Istituto di Sociologia, Yevhen Holovakha, sottolinea la percezione di Fedorov come figura leggendaria tra i giovani. «Abbinato alla speranza di una conclusione positiva della guerra, ogni dimissione rappresenta un crudo risveglio delle loro aspirazioni», afferma. Le elezioni sono lontane, ma Fedorov potrebbe trovare una nuova dimensione in politica, a condizione che la guerra non segua un percorso negativo.

Infine, il contesto delle proteste non è nuovo: lo scorso anno, gli attivisti si erano opposti a misure di Zelensky che minacciavano l’autonomia delle agenzie anticorruzione. Anche in quell’occasione, la mobilitazione del pubblico aveva costretto il governo a riconsiderare le proprie decisioni. Oggi, mentre le richieste per una strategia di guerra più umana e tecnologica si intensificano, i residenti di Kiev non possono ignorare l’incombente realtà della guerra, testimoniando ogni giorno l’esigenza di un cambio di rotta, affinché le parole si traducano in azioni. In un futuro immediato, Zelensky continuerà a trattare con gli Stati Uniti; i risultati delle sue trattative saranno essenziali per le dinamiche belliche, mentre i suoi concittadini restano fermi e agguerriti in piazza.

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