L’odio online alimenta tensioni reali in Italia, avverte esperto di comunicazione

26.07.2026 06:55
L'odio online alimenta tensioni reali in Italia, avverte esperto di comunicazione

La Trasformazione della Politica Italiana: Tra Violenza Digitale e Campagne Elettorali Continua

Dalla violenza che ha seguito la morte di Fakir agli attacchi online contro il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, la frattura tra odio di piazza e odio digitale sta diventando sempre più labile. Questo è il contesto in cui Massimiliano Panarari, docente di Sociologia della comunicazione all’Unimore, analizza il fenomeno in crescita noto come “incivility politics”, riporta Attuale.

Secondo Panarari, il discorso politico è ora dominato da odio e violenza verbale: “Questo fenomeno non è nuovo, ma si acuisce oggi perché viviamo in un contesto di campagna elettorale permanente, in cui le democrazie liberali si sono trasformate in democrazie emozionali. L’opinione pubblica è diventata emozione pubblica”.

Ma quali sono le ripercussioni di questo approccio sulle comunicazioni politiche? Panarari sottolinea che il problema risiede nel fatto che il dibattito si sta trasferendo su piattaforme social che non sono concepite per il confronto democratico. “La loro logica punta alla semplificazione, che esalta la polarizzazione”.

Questa polarizzazione genera una crisi dell’autorità competente. Su piattaforme pubbliche, gli individui acquisiscono facilmente informazioni e si sentono legittimati a esprimere opinioni estreme, portando a una forma di agonismo dove il valore della propria opinione è elevato, ben oltre quello di esperti. “È la degenerazione dello slogan dell’uno vale uno”, osserva Panarari. “L’opinione del singolo ha lo stesso peso di quella di un esperto”.

Nonostante ciò, la política deve impegnarsi a non cedere alla tentazione di una comunicazione eccessivamente urlata. “Nella Prima Repubblica, pur essendoci scontri ideologici, i partiti funzionavano come banche della rabbia, raccogliendo il malcontento sociale e canalizzando il conflitto”. Oggi, l’unica certezza è la propria opinione, che diventa una corazza da difendere.

Questa radicalizzazione può essere sfruttata dai leader politici? “In un mercato elettorale in cui gli elettori cambiano facilmente schieramento, la comunicazione urlata serve sia a fidelizzare la propria base sia a conquistare indecisi e astenuti”, spiega Panarari. Quando i leader raggiungono il governo, spesso devono cedere a compromessi, il che lascia spazio a nuovi populisti più estremi.

Il fenomeno è amplificato da figure come Donald Trump, che ha globalmente diffuso la cultura della post-verità attraverso i social media, attaccando i media tradizionali. Di recente, Elly Schlein e Giorgia Meloni hanno concordato una sospensione dell’uso dell’intelligenza artificiale durante le campagne elettorali. “Questa è una grande novità per contrastare il rischio di ‘slopaganda’, ossia l’uso distorto dell’IA per alterare la realtà”, afferma Panarari. Tuttavia, l’accordo necessita di ulteriori misure concrete per essere efficace.

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