La riforma elettorale italiana in attesa di nuove decisioni
Il decreto giustizia e immigrazione giunge al voto di fiducia nell’aula di Palazzo Madama mentre si prevede un analogo passaggio alla Camera dei Deputati, con deadline fissata per l’11 agosto. Tuttavia, le discussioni sulla riforma elettorale proporzionale e l’introduzione delle preferenze sono rinviate a metà settembre, dopo la pausa estiva, come riporta Attuale.
La questione centrale ha riguardato l’emendamento relativo alle cosiddette “intercettazioni a strascico“, presentato da Fratelli d’Italia per combattere la criminalità mafiosa. Tale misura prevede l’utilizzo di intercettazioni per indagini non specificamente autorizzate. Questa proposta è stata considerata inaccettabile da Forza Italia, che si è sempre battuta contro l’abuso delle intercettazioni. Nonostante le affermazioni iniziali della premier Meloni, il ritiro dell’emendamento è stato essenziale per riavviare i progetti sulla legge elettorale al Senato e la questione controversa delle preferenze, sostenuta da centristi e Fratelli d’Italia, con la Lega disponibile a mediazioni.
La prossima settimana il decreto su sicurezza e immigrazione sarà esaminato dal Senato senza relatore, a causa dell’ostruzionismo delle opposizioni, che hanno presentato centinaia di emendamenti. Questo ha impedito la conclusione della discussione in commissione, comportando l’approvazione del provvedimento con voto di fiducia, misura prevista anche alla Camera, vista la scadenza imminente.
Successivamente, tutto sarà rimandato a metà settembre, con segnalazioni dai gruppi di maggioranza riguardo a una possibile presentazione anticipata degli emendamenti sulla riforma elettorale in Commissione affari costituzionali. I rappresentanti della maggioranza chiariscono che “i nodi verranno al pettine”, ponendo l’accento sulla questione delle preferenze che contrappone Meloni e Berlusconi, riguardando la natura liberal-europeista della coalizione e l’eventuale accoglienza di Futuro Nazionale dell’ex generale Roberto Vannacci.