Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accusato la Russia di sostenere l’Alternative für Deutschland (AfD) e di tentare di dividere la società tedesca. Durante un intervento a Münster, il 1° ottobre 2026, Merz ha inserito il confronto con il partito di destra radicale in un quadro più ampio: quello della guerra ibrida di Mosca contro l’Europa e della tenuta della difesa tedesca.
Il cancelliere ha detto che la Germania non permetterà al Cremlino di alimentare le fratture interne attraverso i social network gestiti da bot o mediante gli slogan dei sostenitori filorussi dell’AfD. L’accusa, riportata da Bloomberg, proviene da Merz: nelle informazioni rese pubbliche non vengono però indicati canali precisi, somme di denaro o operazioni specifiche che dimostrino come questo sostegno sarebbe stato organizzato.
Il gas russo e gli aiuti a Kiev
L’AfD chiede la fine degli aiuti militari tedeschi all’Ucraina e la ripresa immediata degli acquisti di gas naturale russo. Sono posizioni che la collocano in aperto contrasto con la linea del governo federale, intenzionato a continuare a sostenere Kiev e a limitare la dipendenza energetica da Mosca.
Merz non ha presentato queste richieste soltanto come una scelta dell’opposizione su politica estera ed energia. Nel suo discorso le ha associate a un possibile obiettivo strategico russo: indebolire la capacità di difesa della Germania e ridurre il consenso interno alla solidarietà con l’Ucraina.
Il passaggio dalla controversia politica all’accusa di influenza straniera è tutt’altro che secondario. Le posizioni dell’AfD possono raccogliere consensi autonomi tra gli elettori contrari ai costi della guerra, preoccupati per i prezzi dell’energia o critici verso la politica estera del governo. Il fatto che il partito sostenga il ripristino dei rapporti energetici con la Russia e la cessazione delle forniture militari a Kiev non dimostra, da solo, che ogni suo dirigente o sostenitore agisca sotto la direzione del Cremlino.
Il ruolo dei social network
Il riferimento ai bot riguarda un meccanismo già centrale nelle discussioni sulle interferenze politiche: account automatizzati o coordinati possono amplificare determinati messaggi, far apparire maggioritaria un’opinione marginale e accentuare conflitti già presenti nella società. Nel caso evocato da Merz, tuttavia, non sono stati forniti dettagli pubblici sull’eventuale impiego di queste tecniche a sostegno dell’AfD.
Per il governo tedesco si apre così un equilibrio delicato. Contrastare possibili tentativi di influenza straniera richiede misure credibili e informazioni verificabili; allo stesso tempo, trasformare ogni critica agli aiuti all’Ucraina, alla politica energetica o alle spese militari in una prova di controllo esterno rischierebbe di confondere il dissenso legittimo con un’operazione ostile.
La sicurezza dell’Ucraina e quella della Germania
Merz ha collegato direttamente la difesa dell’Ucraina alla protezione della Germania. La sua impostazione è che una riduzione del sostegno a Kiev potrebbe indebolire la capacità europea di scoraggiare ulteriori pressioni russe. Un’eventuale polarizzazione interna, inoltre, potrebbe rendere più difficile mantenere gli investimenti nella difesa e la cooperazione con gli alleati europei.
In questa prospettiva, l’AfD non è soltanto una forza di opposizione tedesca. Un cambiamento della linea di Berlino avrebbe conseguenze sul sostegno militare all’Ucraina, sulle sanzioni europee e sulla futura politica energetica del continente. È proprio questo il terreno sul quale il cancelliere ha spostato il confronto: dalle preferenze elettorali di un partito alla resistenza dell’Europa davanti alla pressione russa.
Il discorso di Münster segna quindi un irrigidimento del linguaggio politico tedesco verso le presunte interferenze di Mosca. La questione decisiva, ora, è se all’accusa seguiranno prove più circostanziate, indagini o contromisure. Fino ad allora, le parole di Merz restano un avvertimento politico molto netto e un segnale della crescente sovrapposizione, per Berlino, tra il dibattito sull’AfD e la sicurezza nazionale.