Crisi migratoria a Ceuta: oltre 48.000 rimpatriati in Marocco dopo l’arrivo di migliaia di migranti
Venerdì mattina si è verificata una delle crisi migratorie più gravi della storia della Spagna e dell’Europa, che si è risolta rapidamente entro la sera. Delle 50.000 persone migranti che erano entrate giovedì nell’exclave spagnola di Ceuta, oltre 48.300 sono tornate volontariamente in Marocco, dopo aver trascorso una giornata in condizioni precarie, senza cibo, acqua o riparo dal sole. Almeno 67 persone hanno perso la vita nella traversata, riporta Attuale.
Molti migranti, intervistati, hanno dichiarato di voler tornare in Marocco a causa della fame e della mancanza di accoglienza nell’exclave spagnola, affermando che nessuno aveva fornito nemmeno un bicchiere d’acqua. Inoltre, molti hanno compreso che raggiungere l’Europa continentale sarebbe stato estremamente difficile, non solo a causa dei nuovi controlli imposti dall’Italia e da altri paesi, ma anche per i rigorosi vincoli della Spagna per i migranti a Ceuta. La rapida conclusione della crisi solleva però due importanti interrogativi: come e perché sia iniziata, e se possa ripetersi.
Ci sono diverse teorie su quanto accaduto a Ceuta. Tutte suggeriscono un ruolo del Marocco, sia attivo che passivo. La prima teoria, sostenuta dal governo spagnolo, attribuisce l’arrivo massiccio dei migranti a una sentenza della Corte suprema spagnola, emessa all’inizio di luglio, che stabilisce che i migranti intercettati mentre cercano di raggiungere Ceuta (o Melilla) non possono essere immediatamente rimpatriati. In passato, le autorità spagnole respingevano immediatamente i migranti senza possibilità di richiedere asilo o protezione umanitaria, tramite le cosiddette devoluciones en caliente.
Si ipotizza che, alla diffusione della notizia della sentenza, migliaia di persone si siano preparate per tentare la traversata, organizzandosi sui social media. Recentemente, sui social in Marocco sono stati pubblicati suggerimenti su come portare beni preziosi senza farli bagnare e c’è stata una certa emulazione, come dimostrato da un giovane che ha realizzato un video mentre raggiungeva Ceuta a nuoto.
Gli arrivi a Ceuta erano aumentati per tutto luglio, ma il massiccio flusso si è registrato venerdì, coincidente con il 27° anniversario dell’ascesa al trono di re Mohammed VI, che ha portato a controlli più laschi al confine. Milioni di migranti hanno approfittato della situazione per giungere nell’exclave, superando le barriere. Secondo il governo spagnolo, gruppi mafiosi avrebbero orchestrato e incitato la traversata.
Questa narrazione ufficiale, tuttavia, è contestata. Esperti, giornalisti e politici spagnoli sostengono che il Marocco abbia avuto un ruolo più attivo nella crisi migratoria. Un corrispondente di País ha dichiarato: «Chiunque abbia un minimo di cognizione si rende conto che un arrivo massiccio di migranti in un’area così sensibile e controllata non avverrebbe senza il consenso del Marocco, un paese con capacità di polizia e intelligence importanti».
La tesi è che il Marocco abbia incentivato la crisi come gesto di rappresaglia nei confronti della Spagna, paese con cui ha mantenuto buone relazioni, seppure con recenti tensioni diplomatiche. Il 20 luglio, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha visitato l’Algeria, paese rivale del Marocco. Il triade di Spagna, Marocco e Algeria è strettamente legata alla questione del Sahara occidentale, territorio conteso.
Il governo di Sánchez ha recentemente mostrato inclinazioni verso il Marocco, avvicinandosi a riconoscere le sue rivendicazioni sul Sahara. Tuttavia, alcune mosse, come la visita ad Algeri e la proposta di legge per concedere la nazionalità spagnola ai nati nel Sahara e ai loro discendenti, hanno irritato Rabat.
Si sospetta quindi che il Marocco, temendo un cambiamento nella posizione spagnola sulla questione del Sahara, abbia facilitato la crisi migratoria. Alcuni migranti hanno riferito di essere stati incitati a attraversare il confine dalla polizia marocchina.
Espressioni di preoccupazione sono già emerse, considerando precedenti storia migratoria, come quella del 2021, quando oltre 10.000 persone sono arrivate a Ceuta a seguito dell’accoglienza di un leader del Fronte Polisario da parte della Spagna.
Esiste anche una teoria più complessa, suggerendo che Marocco, Stati Uniti e Israele possano aver orchestrato la crisi insieme per punire la Spagna. Tuttavia, non ci sono prove concrete a sostegno di questa teoria.
Attualmente, il governo di Sánchez attribuisce la responsabilità ai «gruppi mafiosi» e ha ringraziato il Marocco per la collaborazione, per evitare ulteriori crisi, mentre alcuni esponenti della sua coalizione di sinistra incolpano direttamente anche gli Stati Uniti e Israele.