Due condannati per le violenze che portarono alla morte di Raphaël Graven
Mercoledì il tribunale di Nizza, in Francia, ha condannato due persone per le violenze e le umiliazioni che nell’agosto del 2025 portarono alla morte di Raphaël Graven, avvenuta durante una diretta in streaming durata più di dodici giorni, riporta Attuale.
Owen Cenazandotti, noto come Naruto, è stato condannato a due anni di carcere con sentenza sospesa e una multa di 15mila euro; Safine Hamadi a una multa di 5mila euro e a un anno e mezzo di carcere, sempre con sentenza sospesa. I due erano responsabili di trasmissioni in cui provocavano, picchiavano e umiliavano Graven, comprese le dinamiche che hanno preceduto la sua morte. Dall’autopsia non è emerso il coinvolgimento di altre persone, escludendo quindi l’accusa di omicidio colposo; sono stati condannati per violenza di gruppo, abuso di persone vulnerabili, distribuzione di immagini violente e incitamento all’odio o alla violenza. È stato anche imposto loro il divieto di pubblicare contenuti su piattaforme digitali per sei mesi.
Attualmente è in corso un’altra inchiesta per chiarire le eventuali responsabilità di Kick, con l’obiettivo di accertare se la piattaforma avesse riconosciuto compensi a Cenazandotti e Hamadi e se avesse adottato misure per contrastare i loro comportamenti discutibili.