Roma, 6 agosto 2026 – Dopo un lungo tira e molla, l’ex premier Giuseppe Conte si è finalmente presentato davanti alla Commissione Covid, che interpreta come un “plotone d’esecuzione” orchestrato dalla maggioranza per conto della premier Giorgia Meloni. In questa occasione, si è proposto come accusatore e ha tenuto una lunga lectio magistralis sull’uso dei poteri dello Stato, il rispetto della scienza, il primato della politica e ha rivendicato la propria azione di primo ministro, chiaramente come una ricandidatura ai propri alleati e avversari, che preferirebbero invece Elly Schlein, riporta Attuale.
Durante la sua testimonianza, Conte ha sorpreso tutti annunciando di aver consegnato alla procura di Roma un fascicolo ricevuto in forma anonima, che introduce nuovi interrogativi riguardo a una fornitura di mascherine della Jc Electronics, società di Dario Bianchi, noto accusatore di Conte e considerato parte dell’orbita di Fratelli d’Italia.
I 100 milioni per le mascherine
Conte ha rivelato di aver presentato ai magistrati un verbale del 2022 che suggerisce un approfondimento sulla transazione con la quale, nell’ottobre dello scorso anno, la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute hanno risolto un lungo contenzioso con Jc Electronics. “Come si fa a dare 100 milioni a Jc Electronics prima del giudizio cautelare? Non avete trovato sei milioni per le mammografie”, ha dichiarato Conte.
Jc Electronics ha risposto sottolineando che il documento menzionato da Conte “non è una novità” e che è già stato presentato in giudizio dallo Stato, ottenendo il supporto della magistratura. L’azienda ha rimarcato le sentenze favorevoli ottenute, affermando che la conformità delle mascherine è stata validata anche da Inail e Dogane, e ha invitato Conte a rinunciare all’immunità per portare le sue accuse “nelle sedi opportune”.
Conte ha poi ribadito che, riguardo all’attività svolta a Palazzo Chigi tra il 2020 e il 2021, “potete scavare quanto volete – ma non troverete mai nulla di illecito”. Ha affermato di aver agito “con disciplina e onore”, e ha sottolineato che i veri patrioti erano coloro che erano “in trincea” durante la pandemia, non coloro che speculano oggi.
Lo stato di emergenza “era necessario”
Conte ha definito lo stato d’emergenza come “necessario”, non una “dittatura sanitaria”, sostenendo che dovrebbe essere regolato costituzionalmente. Ha poi criticato l’opposizione alla proroga dell’emergenza da parte di Draghi, affermando “non vi ho sentito protestare”. Il ex premier ha difeso i Dpcm, considerandoli “lo strumento più idoneo” per affrontare una pandemia in rapida evoluzione rispetto alla politica e “impugnabili davanti al Tar”. Ha anche rivendicato la “libertà di scelta” riguardo ai vaccini, attribuendo a Draghi l’introduzione dell’obbligo.
“Voti dei no vax? Li lascio a voi”
Rispondendo all’accusa di attrarre consensi dai No vax, Conte ha affermato: “Non sono qui a prendere un voto no vax, li lascio tutti a voi”. In un’ottica più ampia, ha fatto notare come la sua esperienza giuridica lo conduca a una politica attenta alle dinamiche europee, criticando le decisioni del governo Meloni riguardo la riforma del Patto di stabilità e il riarmo dell’Unione europea. Dopo oltre cinque ore di audizione, Conte si è detto disposto a tornare in Commissione a settembre. “Ci rivedremo a settembre”, ha anticipato il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami, mentre Conte ha promesso: “Sono qui sempre”. Il prossimo incontro è previsto per lunedì 14 settembre.