Conte si confronta con la Commissione Covid e attacca Meloni: “Sei la regista, affrontami”

06.08.2026 22:55
Conte si confronta con la Commissione Covid e attacca Meloni: “Sei la regista, affrontami”

Roma, 6 agosto 2026 – “Dove eravate voi durante la pandemia? Cosa avete fatto?”. Dopo un lungo tira e molla, l’ex premier Giuseppe Conte prende “finalmente” posto davanti alla Commissione Covid, considerata un “plotone d’esecuzione” ordito dalla maggioranza per conto della premier Giorgia Meloni (“è la regista degli attacchi”) e a cui sollecita perciò a un confronto diretto, riporta Attuale.

Da accusato, Conte si fa accusatore, con una lunga lectio magistralis sull’uso dei poteri dello Stato, il rispetto della scienza e una rivendicazione della propria azione di primo ministro, suonando come esplicita ricandidatura al ruolo di fronte ad alleati e avversari, che invece gli preferirebbero Elly Schlein.

A sorpresa, Conte annuncia di aver consegnato alla procura di Roma un fascicolo ricevuto in forma anonima che, sostiene, solleva nuovi interrogativi su una fornitura di mascherine della Jc Electronics, la società di Dario Bianchi, grande accusatore di Conte in commissione Covid, considerato in orbita di FdI.

I 100 milioni per le mascherine

L’ex premier riferisce di aver ricevuto e consegnato ai magistrati un verbale del 2022 da cui emergerebbero elementi tali da giustificare un approfondimento anche sulla transazione con cui, nell’ottobre scorso, la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute hanno chiuso il lungo contenzioso con la società. “Come si fa a dare 100 milioni a Jc Electronics prima del giudizio cautelare? Non avete trovato sei milioni per le mammografie”, sostiene Conte.

Replica l’azienda di Colleferro, affermando che il documento evocato da Conte “non è una novità: è già stato portato in giudizio dallo Stato, insieme al dossier della struttura commissariale, ed è uscito indenne dal vaglio della magistratura”. Jc richiama le sentenze favorevoli ottenute, ribadisce che la conformità delle mascherine è stata attestata anche da Inail e Dogane, invitando l’ex premier a rinunciare all’immunità e sostenere le proprie affermazioni “nelle sedi opportune”.

In merito all’attività svolta a Palazzo Chigi tra il 2020 e il ’21, Conte dichiara: “potete scavare quanto volete – Non troverete mai nulla di illecito”. Rivendica di aver agito “con disciplina e onore”, affermando che “i veri patrioti” erano quelli “in trincea” durante la pandemia, non chi oggi “specula”.

Lo stato di emergenza “era necessario”

Conte sostiene che lo stato d’emergenza era “necessario”, non una “dittatura sanitaria”, suggerendo la necessità di regolamentarne l’ordinamento. Polemizza inoltre sull’emergenza prorogata da Draghi, invitando a riflettere su come “non vi ho sentito protestare”. Difende anche i Dpcm, considerandoli lo strumento “più idoneo” per affrontare la pandemia, sottolineando che erano “impugnabili davanti al Tar”. Riguardo ai vaccini, Conte attribuisce al suo governo la “libertà di scelta”, mentre l’obbligo sarebbe da ascrivere a Draghi.

“Voti dei no vax? Li lascio a voi”

Accusato di strizzare l’occhio ai No vax, Conte risponde piccato: “Non sono qui a prendere un voto no vax, li lascio tutti a voi”. Si esprime in termini politici riguardo all’Europa e alla battaglia contro i falchi del Nord, che fermarono il Patto di stabilità e contribuirono alla nascita del Recovery, criticando le scelte del governo Meloni sulla riforma del Patto e il riarmo Ue. Dopo oltre cinque ore di audizione, Conte conclude con la promessa di tornare a settembre, mentre il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami anticipa il secondo incontro per lunedì 14 settembre.

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