Giorgia Meloni e Mette Frederiksen unite contro l’immigrazione irregolare in Europa
Lunedì, la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, e la sua omologa danese, Mette Frederiksen, hanno pubblicato un post comune sui social in cui si dichiarano «unite nel desiderio di proteggere l’Europa» dall’immigrazione irregolare, con una retorica marcata di noi contro tutti. Il post evidenzia l’alleanza tra Meloni e Frederiksen, che formalmente appartengono a famiglie politiche opposte: la destra per Meloni e la socialdemocrazia nordeuropea per Frederiksen. Tuttavia, entrambe condividono politiche restrittive sull’immigrazione, riporta Attuale.
Questa alleanza si è manifestata anche recentemente. Durante la crisi migratoria nell’exclave spagnola di Ceuta, Italia e Danimarca hanno promosso una lettera alle istituzioni dell’Unione Europea, firmata da altri 20 paesi, che criticava le politiche del primo ministro spagnolo progressista, Pedro Sánchez. Nella lettera, gli stati firmatari richiedevano un incontro urgente tra i ministri dell’Interno per discutere della crisi; tale incontro è avvenuto, ma senza la stessa tensione contro la Spagna.
La collaborazione tra Meloni e Frederiksen risale a tempo prima della crisi a Ceuta. Entrambe hanno iniziato a lavorare insieme sull’immigrazione, proponendo un approccio simile e restrittivo. A partire dall’autunno del 2024, hanno cominciato a organizzare incontri informali con leader di paesi affini per prepararsi prima delle riunioni del Consiglio europeo. Il primo ad unirsi a loro era stato Dick Schoof, l’allora primo ministro olandese rappresentante dell’estrema destra; successivamente le riunioni si sono ampliate includendo il cancelliere tedesco Friedrich Merz, diventando momenti regolari di coordinamento.
Nel corso del tempo, le normative europee sono state modificate in linea con le richieste di Meloni e Frederiksen, facilitando le espulsioni e consentendo la creazione di centri di detenzione al di fuori dell’Unione, come quelli già presenti in Albania.
In passato, Frederiksen aveva proposto centri per i migranti in Ruanda, ma senza successo a causa di recenti ricorsi legali. In un’intervista nel 2025, parlando della «collaborazione speciale» con Meloni, Frederiksen affermò che la Corte europea dei diritti dell’uomo costituiva un ostacolo alle espulsioni, in quanto “protegge le persone sbagliate”, un’affermazione insolita per una figura di sinistra.
Nei recenti anni, Frederiksen ha visitato l’Italia tre volte—nel 2023 e due nel 2025—per definire strategie comuni sul piano europeo. Nonostante la loro alleanza poco ortodossa, non ha generato significativi problemi politici nei rispettivi paesi, sebbene ci siano state lamentele da parte di alcuni alleati di sinistra di Frederiksen.
Anna Gaarslev, corrispondente europea del canale danese TV2, ha descritto la situazione come un «win-win» per entrambe, che possono mostrare pragmatismo collaborando con un avversario politico su questioni di interesse comune, utilizzando l’alleanza per contrastare le rispettive opposizioni. Ad esempio, Fratelli d’Italia, il partito di Meloni, ha preso in giro il Partito Democratico invitandolo a farsi «un giretto a Copenaghen», per mettere in evidenza che lì la sinistra adotta politiche simili.
Nonostante iniziali preoccupazioni riguardo alla posizione dell’Italia sulla questione ucraina e il timore che Meloni adottasse tendenze filo-russe, la presidente del Consiglio ha fin da subito mostrato sostegno per la causa ucraina, rassicurando Frederiksen che le posizioni della Lega non avrebbero influenzato le politiche governative in materia.
Si osservi inoltre che anche Frederiksen sta affrontando pressioni simili a quelle di Meloni, riguardo all’immigrazione, a seguito di critiche da parte di partiti di destra in Danimarca. Il Partito Popolare Danese ha recentemente accusato Frederiksen di essere troppo indulgente nella gestione della crisi di Ceuta, sottolineando che il suo approccio potrebbe aver causato il disastro osservato.
La reazione iniziale di Meloni e Frederiksen contro Sánchez può essere vista come un tentativo di prevenire immagini di indulgenza sulle politiche migratorie, rinforzando al contempo le loro posizioni. La loro alleanza si è manifestata anche su altre questioni, come la risposta congiunta ai tentativi del presidente statunitense Donald Trump di annettere la Groenlandia, un gesto di solidarietà che ha sorpreso, considerando il legame stretto di Meloni con Trump.
Sul piano europeo, l’alleanza con Frederiksen è strategicamente vantaggiosa per Meloni in quanto isola la Spagna di Sánchez. Entrambi sono tra i pochi leader di sinistra, membri dello stesso gruppo politico al Parlamento Europeo—i Socialisti & Democratici. Le affermazioni di Frederiksen sull’«eredità culturale cristiana» dell’Europa hanno suscitato qualche imbarazzo all’interno del gruppo, ma finora non ci sono stati richiami ufficiali nei suoi confronti.
«Quando parliamo di migrazione irregolare, mi pare che le vecchie alleanze tra le famiglie politiche si siano un po’ sfaldate», conclude Gaarslev.