La Spagna intensifica i controlli a Ceuta in previsione di una possibile crisi migratoria

15.08.2026 08:25
La Spagna intensifica i controlli a Ceuta in previsione di una possibile crisi migratoria

Crisi migratoria a Ceuta: la Spagna intensifica le misure di sicurezza

La Spagna ha rafforzato il dispiegamento di poliziotti e militari nella sua exclave nordafricana di Ceuta, anticipando un’eventuale nuova crisi migratoria. Messaggi su vari gruppi marocchini sui social suggeriscono la possibilità di una mobilitazione per oggi, 15 agosto. Due settimane fa, più di 80.000 persone erano riuscite ad attraversare la frontiera, ma la maggior parte ha rapidamente lasciato la zona a causa della mancanza di assistenza, riporta Attuale.

In risposta, la Spagna ha inviato a Ceuta 500 agenti di polizia in più, portando il totale a 1.600, supportati da 2.000 militari dotati di droni, elicotteri e motovedette. Inoltre, è stata inviata la nave “Duque de Ahumada”, la più avanzata della marina nazionale.

Il governo spagnolo ha anche installato una nuova barriera galleggiante al termine del molo di El Tarajal, la zona meridionale da cui molti migranti sono entrati a nuoto a fine luglio. La barriera, lunga 500 metri e con una parte emersa che varia dai 30 ai 70 centimetri, ha l’obiettivo di controllare i flussi migratori; una simile barriera era stata recentemente posizionata a Melilla, l’altra exclave spagnola in Marocco.

Secondo fonti del ministero dell’Interno, le nuove barriere non solo fungono da deterrente, ma rappresentano anche un appiglio legale per praticare le devoluzioni in caliente, respingimenti immediati di migranti intercettati, una misura vietata da una sentenza della Corte Suprema spagnola. La Guardia Civil, un corpo militare con funzioni di polizia, ha dichiarato che «l’allerta è alta, però non è una minaccia reale; il Marocco si sta preparando».

Negli ultimi giorni, il Marocco ha intensificato i controlli e creato posti di blocco nelle località vicine a Ceuta, impedendo anche le partenze di treni e autobus dalle città maggiori. Dopo la prima crisi, il governo marocchino aveva negato di averla favorita e avviato procedimenti penali contro i presunti organizzatori, da cui derivano attualmente questi nuovi provvedimenti evidenti.

Il governo spagnolo ha mantenuto una comunicazione cauto nei confronti del Marocco, fondamentale per la sua collaborazione, ma ha anche messo in guardia le persone tentate di attraversare il confine. Il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha esortato a non rischiare «la vita, i soldi e il futuro» per «un’avventura destinata al fallimento».

Due settimane fa, nel drammatico tentativo di arrivare a Ceuta, sono morte almeno 96 persone. Attualmente, circa 5.000 migranti sono rimasti nella zona, e il governo spagnolo sta iniziando a esaminare le loro richieste di asilo, che nella maggior parte dei casi vengono respinte.

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