Catania, 16 agosto 2026 – È ricominciata una nuova attività esplosiva del cratere Voragine dell’Etna, dove il flusso di lava e cenere è tornato a preoccupare. Una svolta che potrebbe cambiare nuovamente lo scenario nel Catanese, dopo che nelle ultime ore si era abbassata l’allerta da rossa ad arancione e l’aeroporto di Catania Fontanarossa era tornato alla piena attività, riporta Attuale.
Lava, cenere e tremori: l’Etna torna a eruttare
La lava sta uscendo “dalle bocche a quota 2.750 e 1.990 metri sul livello del mare” e il “fronte più avanzato dei flussi lavici si attesta a una quota di 1.395 metri, tra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra“, spiegano gli esperti dell’Osservatorio. “Dalle 09.40 alle 12.40 di oggi – si legge nella nota dell’Ingv – dal cratere di Nord-Est si è verificata una serie di esplosioni di breve durata che ha generato un pennacchio di cenere che si è disperso in area sommitale in direzione Sud-Est. Alle ore 18.22 è ripresa l’attività stromboliana al cratere della Voragine. Successivamente a partire dalle 18.45 si è intensificata l’attività di emissione di cenere al cratere di Nord Est”.
“Dal punto di vista sismico, dalla tarda serata di ieri l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato ampie oscillazioni tra valori bassi e medi, crescendo sempre più in ampiezza. Nelle ultime ore di oggi – prosegue la nota dell’Ingv – l’incremento è stato sempre più marcato e dalle 18 circa l’ampiezza del tremore è passata dall’intervallo dei valori medi a quelli alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati tra i crateri Nord-Est e Voragine, a una quota compresa tra 2.800 e 3.000 metri sopra il livello del mare”.
L’ultima scossa sismica sembrava l’ultimo colpo di coda
Solo stamattina sembrava che la situazione fosse tornata nella norma, o quasi. La scossa di terremoto di magnitudo 3.9 registrata ieri poco dopo mezzogiorno, lungo la faglia Pernicana a una profondità di 1 km, sembrava la risposta alla fase finale dell’attività esplosiva dell’Etna e quella di emissione di cenere lavica. Lo aveva sottolineato in un post sui social Stefano Branca, direttore del dipartimento vulcanologia dell’Ingv. La stessa cosa era successa nel 2015 dopo la fine delle esplosioni nel cratere Voragine e in quello di sud-est.
L’aeroporto di Catania è tornato operativo
È tornato operativo l’aeroporto di Catania Fontanarossa, dopo lo stop imposto dall’eruzione dell’Etna e dalla conseguente presenza di cenere vulcanica nello spazio aereo. La riapertura è scattata ieri, sabato 15 agosto, alle 14.00 in seguito al passaggio dell’allerta per l’attività vulcanica da rosso ad arancione e alla diminuzione dell’emissione di cenere.
“È stata disposta la riapertura dei settori C1 e B3. Sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania a partire dalle 14.00 ora locale”, ha comunicato la società di gestione Sac. La ripresa delle attività procede tuttavia gradualmente. Restano infatti possibili ritardi, cancellazioni e modifiche operative legati alle operazioni di bonifica della cenere e alla riprogrammazione dei voli accumulati durante i giorni di stop.
La Sac invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto. “In caso di cancellazione, ritardo o altra irregolarità del volo – spiegano dalla società aeroportuale – per informazioni, assistenza e servizi di riprotezione del viaggio, i passeggeri sono invitati a fare riferimento alla propria compagnia aerea. Le informazioni possono essere richieste anche presso il banco check-in associato al proprio volo, individuabile attraverso i monitor informativi presenti in aeroporto (FIDS) e le informazioni disponibili sul sito web dell’Aeroporto di Catania, oppure attraverso i canali ufficiali messi a disposizione direttamente dalla compagnia aerea. Si raccomanda pertanto di verificare anche le comunicazioni e le indicazioni ricevute dal proprio vettore attraverso i relativi canali ufficiali”.