Emergenza climatica: il ritiro dei ghiacciai in Italia è senza precedenti
Roma, 18 agosto 2026 – Il ritiro dei ghiacciai in Italia ha raggiunto livelli critici, con frane e crepacci che minacciano gli itinerari montani considerati sicuri. Il caldo estivo anomalo e il persistere di temperature elevate contribuiscono a un’erosione senza precedenti del manto nevoso. In particolare, la situazione è drammatica sul versante svizzero del massiccio del Bernina, dove il ghiaccio si è ritirato storicamente, lasciando grandi voragini. Sul versante italiano, il rifugio ‘Marco e Rosa De Marchi – Agostino Rocca’, situato a 3609 metri, ha chiuso le serrande per la prima volta in estate a causa dell’instabilità della neve a quote inferiori. Questi eventi sono riportati da Attuale.
Il Monte Cervino (4478 metri) ora vede frane e cascate d’acqua cadere inesorabilmente, costringendo le guide a sconsigliare o chiudere alcuni percorsi. Sull’Ortles (3905 metri), il distacco di una porzione di parete ha richiamato l’attenzione, mentre Federica Brignone, nota campionessa di sci, ha dovuto annullare gli allenamenti a Zermatt per la presenza anomala di erba. Situazioni simili si osservano sulla Marmolada (3343 metri), dove il bianco glaciale si è trasformato in macchie scure, e sul Monte Rosa (4634 metri), con il ghiacciaio del Flua che mostra un deterioramento drammatico. Anche il Monte Bianco (4805 metri) sta perdendo la sua caratteristica copertura bianca, con temperature che superano i 4.500 metri, raggiungendo casi estremi a 5.000 metri.
Le evidenze raccolte mettono in luce un disastro climatico che minaccia la sopravvivenza dei ghiacciai italiani. Il Comitato glaciologico italiano ha già avvertito lo scorso anno della perdita di 3 metri di spessore frontale del ghiacciaio dell’Adamello, con la fusione che avanza fino a 3.100 metri di altitudine e un aumento preoccupante dei collassi circolari. Le analisi dell’Arpa della Valle d’Aosta confermano un incremento della fusione del 148% negli ultimi venti anni. Questo esodo del ghiaccio e del permafrost compromette la stabilità delle rocce, facilitando frane e aumentando i rischi per la sicurezza montana.
Il mondo scientifico monitora la situazione da anni, ma non esiste una soluzione immediata. Legambiente ha avviato l’iniziativa ‘Carovana dei ghiacciai’, che durerà fino al 3 settembre, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla salvaguardia dei ghiacciai alpini, coinvolgendo volontari e promuovendo la ricerca. La campagna, supportata dalla Fondazione glaciologica italiana, si concentra sull’acquisizione di dati e sull’implementazione di azioni concrete per tutelare il fragile ecosistema delle Alpi, affrontando le sfide poste dal cambiamento climatico e le sue ripercussioni sulle risorse idriche e sulle economie locali.