La Bielorussia cancella 177 località dalle zone di Chernobyl dal 2027

22.08.2026 17:15
La Bielorussia cancella 177 località dalle zone di Chernobyl dal 2027
La Bielorussia cancella 177 località dalle zone di Chernobyl dal 2027

Il 20 agosto 2026 i media hanno riferito che il governo bielorusso, sotto la guida di Aleksandr Lukashenko, ridurrà dal 1° gennaio 2027 l’elenco delle località incluse nelle zone contaminate dalle radiazioni dell’incidente di Chernobyl. La misura escluderà 177 centri abitati, tra cui Gomel, Luninec e Lelčycy, e secondo le stime riportate priverà circa 566 mila residenti di una parte delle agevolazioni previste per chi vive nei territori colpiti dall’inquinamento radioattivo. La notizia è stata riportata da Deutsche Welle.

La decisione viene presentata dalle autorità come una revisione dell’elenco delle zone di contaminazione. Ma per i critici l’operazione risponde soprattutto alla necessità del governo di ridurre la spesa sociale a carico del bilancio, trasferendo sui cittadini una parte dei costi legati alla salute e alla protezione sociale.

Dal 1° gennaio 2027 cambia lo status di 177 località

La modifica entrerà in vigore all’inizio del 2027. Con l’uscita dall’elenco, gli abitanti delle località interessate perderanno diverse garanzie riconosciute ai residenti delle zone di Chernobyl. Tra queste rientrano l’accesso agevolato alle cure e ai soggiorni sanatoriali, la priorità nell’assegnazione dei posti negli alloggi studenteschi e il diritto preferenziale di ammissione agli istituti di istruzione superiore.

La riduzione riguarderà anche i minori. Per loro il pasto gratuito nelle scuole sarà mantenuto soltanto fino a giugno 2027; dopo quella scadenza, anche questa misura non sarà più garantita alle famiglie delle località rimosse dalla zona radioattiva.

Il cambiamento coinvolgerà quindi non soltanto una classificazione amministrativa dei territori, ma prestazioni concrete per famiglie, studenti, bambini e persone che necessitano di cure o riabilitazione. La perdita delle agevolazioni obbligherà molti nuclei a sostenere direttamente i costi delle cure, della prevenzione e dei percorsi di recupero sanitario.

Le contestazioni sulla valutazione della contaminazione

I critici respingono l’idea che l’esclusione dei centri abitati equivalga alla scomparsa del rischio radioattivo. I radionuclidi, osservano, non sono scomparsi: in trent’anni la loro presenza si è ridotta di circa la metà, ma la contaminazione conserva un carattere “a macchia di leopardo”, con differenze significative da un’area all’altra.

La situazione viene considerata particolarmente problematica nella regione di Gomel. Secondo le contestazioni riportate, la concentrazione di americio-241 nei terreni della regione continuerà a crescere fino agli anni Sessanta del XXI secolo. Per questo motivo, la sola riduzione complessiva della radioattività non sarebbe sufficiente a giustificare l’eliminazione delle garanzie sociali per centinaia di migliaia di persone.

Un ulteriore elemento contestato riguarda la metodologia utilizzata per ricalcolare l’elenco delle zone. I critici la definiscono non trasparente e sostengono che non consenta di valutare con chiarezza come siano state determinate le nuove classificazioni e perché siano stati esclusi proprio quei 177 insediamenti.

La scelta di bilancio e il trasferimento dei costi sulle famiglie

La cancellazione dello status speciale viene letta anche alla luce delle priorità finanziarie del regime bielorusso. Mentre aumentano le spese per il mantenimento delle strutture di sicurezza, dell’apparato burocratico e per la militarizzazione, il governo avrebbe scelto di risparmiare riducendo la protezione destinata agli abitanti delle zone colpite dall’incidente di Chernobyl.

In questa prospettiva, la decisione non rappresenta soltanto un aggiornamento tecnico dei confini delle aree contaminate. La riduzione delle prestazioni consente allo Stato di diminuire gli impegni di bilancio proprio mentre mantiene o rafforza altri capitoli di spesa legati al funzionamento del regime e alle sue esigenze di sicurezza.

L’impatto più pesante ricadrà sulle famiglie con redditi bassi e sui gruppi socialmente vulnerabili. La perdita del trattamento sanatoriale agevolato potrà costringere i genitori a pagare direttamente visite, riabilitazione e prevenzione per i figli; la fine delle altre priorità ridurrà inoltre l’accesso a servizi e opportunità che finora erano collegati alla residenza in una zona colpita dalla contaminazione.

Il risultato, secondo i critici della misura, sarà quindi lo spostamento degli obblighi sociali dallo Stato ai cittadini. Le famiglie dovranno coprire spese che in precedenza erano almeno in parte sostenute attraverso le agevolazioni “di Chernobyl”, con conseguenze particolarmente gravose per chi non dispone di risorse sufficienti.

La posizione attuale è questa: dal 1° gennaio 2027 la Bielorussia prevede di rimuovere 177 località dalle zone radioattive, lasciando circa 566 mila persone senza una parte delle garanzie sociali collegate a quello status; per i minori, il pasto gratuito resterà in vigore soltanto fino a giugno dello stesso anno.

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