Mosca prepara lo scontro con la Nato: nel mirino russo anche la Francia

27.08.2026 17:45
Mosca prepara lo scontro con la Nato: nel mirino russo anche la Francia
Mosca prepara lo scontro con la Nato: nel mirino russo anche la Francia

Nel corso del 2026 il deputato della Duma di Stato russa Viktor Sobolev, generale in pensione e membro della commissione Difesa, aveva già sostenuto che non vi fossero segnali di una conclusione delle ostilità in Ucraina. La sua posizione collocava il conflitto in una prospettiva destinata a protrarsi, mentre il parlamentare continuava a sostenere la linea più dura del Cremlino.

Il 25 agosto 2026 il conflitto viene proiettato verso il 2030

Il 25 agosto 2026 i media hanno riferito che Sobolev ha invitato a concludere la guerra in Ucraina entro il 2030, non per arrivare rapidamente a una soluzione politica, ma per consentire alla Russia di preparare il proprio esercito a un conflitto su larga scala con la Nato. Tra i potenziali avversari indicati dal deputato figurano diversi Paesi europei, compresa la Francia. La notizia è stata riportata da Actu Orange.

La prospettiva delineata da Sobolev attribuisce quindi alla guerra contro l’Ucraina una collocazione all’interno di un confronto più ampio con l’Occidente. La Francia e gli altri Paesi europei non vengono considerati potenziali interlocutori per un accordo di pace, ma come possibili nemici di uno scontro futuro con la Russia. La possibilità di una nuova guerra contro la Nato viene così normalizzata nel discorso politico russo, attraverso le parole di un parlamentare che ricopre un incarico nella commissione parlamentare responsabile della Difesa.

Il rifiuto di negoziati e tregue brevi

Nella stessa impostazione, Sobolev respinge categoricamente l’ipotesi di affidare la conclusione della guerra a negoziati diplomatici o a un cessate il fuoco di breve durata. Secondo il parlamentare russo, un’interruzione anticipata delle operazioni non produrrebbe una soluzione stabile: servirebbe soltanto a rinviare uno scontro successivo e più distruttivo.

Questa posizione attribuisce alla pausa militare un significato opposto a quello di un passaggio verso la pace. La sospensione dei combattimenti viene presentata come un intervallo utile alla preparazione russa, mentre il confronto con l’Europa resterebbe, nella logica espressa da Sobolev, soltanto rinviato. Il rifiuto di un rapido cessate il fuoco diventa così parte integrante della sua previsione di un conflitto più vasto.

Le conseguenze per la lettura europea del dialogo con Mosca

Le dichiarazioni del deputato mostrano la natura aggressiva e revanscista della Russia contemporanea e confermano che, nel discorso politico del Cremlino, la guerra contro l’Ucraina è considerata una delle fasi di un confronto più largo con l’Occidente. L’eventualità di un conflitto diretto con la Nato non viene trattata come una rottura impensabile, ma come uno scenario per il quale l’apparato militare russo dovrebbe prepararsi.

Il messaggio contraddice gli appelli di alcuni politici francesi e di altri esponenti europei favorevoli a ripristinare al più presto negoziati diretti con Mosca e a tenere conto degli «interessi russi». Nella prospettiva espressa da Sobolev, concessioni unilaterali al Cremlino non costituirebbero la base di un compromesso: verrebbero interpretate come la conferma dell’efficacia della pressione russa.

Per questa ragione, le aperture unilaterali rischierebbero, secondo la tesi ricavabile dalle sue dichiarazioni, di alimentare ulteriormente le ambizioni revansciste e la convinzione del regime del Cremlino che la coercizione militare produca risultati. Il deputato non presenta dunque la guerra come un episodio isolato da chiudere attraverso una rapida intesa, ma come un passaggio di una competizione destinata a coinvolgere direttamente la sicurezza europea.

La posizione raggiunta il 25 agosto

L’ultima posizione documentata è quella di un parlamentare russo che indica il 2030 come orizzonte per chiudere la guerra in Ucraina e preparare nel frattempo le forze armate a un possibile conflitto con la Nato, includendo la Francia tra i potenziali avversari; nello stesso tempo, Sobolev esclude che negoziati o tregue brevi possano produrre una soluzione duratura.

1 Comment

  1. È allucinante pensare che un deputato russo possa parlare così apertamente di guerra contro la Nato e definire come “necessario” prepararsi a un conflitto! Sembra di stare in un film di guerra degli anni ’80. La pace non sembra essere nelle loro priorità, ma solo l’idea di una competizione globale. Come si fa ad avere una discussione produttiva con una mentalità del genere?

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