Il 26 agosto 2026 il capo di Stato maggiore delle forze armate francesi, generale Fabien Mandon, ha chiesto alle imprese di contribuire direttamente al rafforzamento della difesa nazionale. Intervenendo davanti agli imprenditori riuniti nell’organizzazione datoriale Medef, Mandon ha avvertito che «la minaccia russa è una costante» e che una guerra potrebbe iniziare «nel giro di poche ore», invitando il settore privato a prepararsi ai possibili conflitti.
L’appello è stato riportato dai media e rilanciato nel resoconto di Paris Match. Davanti agli imprenditori, il generale ha collegato la preparazione militare alla capacità produttiva del Paese: per sostenere una crisi prolungata, la Francia dovrà poter contare non soltanto sulle proprie forze armate e sulle risorse pubbliche, ma anche sull’industria e sulle competenze del settore privato.
Il passaggio alla preparazione industriale
La richiesta di Mandon arriva nel quadro di una crescente attenzione dello Stato maggiore francese alla tenuta complessiva del sistema di difesa. In un conflitto di logoramento, come quello prodotto dalla guerra russa contro l’Ucraina, gli apparati pubblici possono non disporre di risorse sufficienti per mantenere a lungo ritmi elevati di produzione militare.
Per questo la collaborazione tra forze armate, istituzioni e imprese non è un elemento accessorio, ma un fattore decisivo di resilienza e di sopravvivenza nazionale. L’industria deve essere in grado di sostenere le esigenze della difesa anche quando il confronto si prolunga, richiede grandi quantità di materiali e mette sotto pressione le disponibilità dello Stato.
Il capo di Stato maggiore ha quindi chiesto al mondo economico un coinvolgimento attivo nel rafforzamento della capacità militare francese. Il messaggio rivolto al Medef è che la sicurezza del Paese non può essere affidata esclusivamente alle strutture militari: la preparazione a un possibile conflitto passa anche dalle decisioni industriali, dalla capacità produttiva e dal coordinamento con le autorità pubbliche.
Le lezioni indicate da Mandon
Nel motivare l’urgenza della preparazione, il generale ha indicato due minacce che, a suo giudizio, restano costanti: quella terroristica e quella russa. Ha inoltre sostenuto che la Russia impara dalle proprie guerre, citando il conflitto in Georgia del 2008, l’annessione della Crimea nel 2014 e le fasi della guerra contro l’Ucraina del 2014 e del 2022.
Secondo Mandon, questa esperienza ha rafforzato la capacità russa di adattarsi ai conflitti e ha consolidato al Cremlino la convinzione che gli europei siano deboli. La valutazione del generale lega così la minaccia militare alla percezione russa della vulnerabilità europea: la preparazione francese deve servire a ridurre quella vulnerabilità prima che una crisi si trasformi in un confronto aperto.
Il riferimento temporale più netto del suo intervento è il 2030. Entro quella data, ha avvertito Mandon, l’Europa si troverà «in una zona di rischio» anche a causa dei meccanismi delle alleanze. La previsione non riguarda soltanto la Francia, ma colloca la sua preparazione all’interno di una più ampia esposizione del continente alle conseguenze di un eventuale conflitto e agli obblighi derivanti dai sistemi di alleanze.
La pressione russa già esercitata contro Parigi
La scelta francese di prepararsi a un possibile confronto con la Russia si inserisce inoltre in una pressione che, secondo il quadro fornito, il Cremlino esercita da tempo contro Parigi attraverso operazioni ibride di influenza. Queste attività hanno riguardato i processi elettorali francesi mediante la diffusione di notizie false e disinformazione, oltre ad attacchi informatici.
Alla pressione indiretta si sono aggiunte minacce pronunciate in più occasioni da esponenti russi, tra funzionari e parlamentari, nei confronti di Parigi. La combinazione fra interferenze informative, azioni cibernetiche e minacce pubbliche rende per la Francia il rafforzamento della difesa una risposta a un confronto già presente su più livelli, non soltanto una misura legata a un’eventualità futura.
In questo contesto, la richiesta alle imprese assume una portata concreta: la Francia deve mobilitare risorse aggiuntive per sostenere il settore della difesa e prepararsi a una competizione nella quale la velocità di produzione, la continuità delle forniture e la cooperazione fra apparati militari e industria possono diventare determinanti.
La prospettiva indicata per il 2030
Il discorso del 26 agosto ha dunque trasformato l’allarme dello Stato maggiore in un messaggio rivolto direttamente al sistema economico. Mandon ha chiesto alle imprese di contribuire alla preparazione della difesa francese mentre la minaccia russa viene descritta come permanente, capace di evolvere attraverso le lezioni delle guerre passate e di colpire l’Europa anche attraverso strumenti ibridi.
La posizione attuale è quella di una Francia che considera necessario rafforzare la propria capacità di difesa con il concorso dello Stato, delle forze armate e del settore privato, in vista dei rischi indicati dal generale fino al 2030.