Iran, sei mesi di guerra: Al Jazeera analizza i cambiamenti politici e sociali nel paese

30.08.2026 15:25
Iran, sei mesi di guerra: Al Jazeera analizza i cambiamenti politici e sociali nel paese

Iran, Al Jazeera, «ecco come sei mesi di guerra hanno cambiato il Paese»

L’Iran ha subito cambiamenti profondi negli ultimi sei mesi, influenzando il processo decisionale politico, la struttura militare ed economica, oltre al tessuto sociale. La guerra in corso ha infatti riscritto le mappe del potere e ha avuto un impatto significativo su tutte le componenti dello Stato. Lo afferma Al Jazeera, evidenziando come la guerra abbia lasciato segni profondi su ogni articolazione dello Stato, ridisegnando di fatto le mappe del potere, riporta Attuale.

Dopo tre ondate di conflitti in un anno — dalla guerra dei 12 giorni alla guerra del Ramadan, fino a quella conosciuta a Teheran come «la guerra dello Stretto Hormuz», che ha interessato il sud del Paese — l’Iran ha affrontato la sua prova militare più difficile da decenni. Secondo l’emittente qatarina, il Paese si trova ora in una condizione di «né guerra né pace», in cui gli scontri aperti sono stati sostituiti da un blocco navale e sanzioni sempre più severe.

Teheran continua a utilizzare le sue leve nello Stretto di Hormuz, mentre osservatori locali segnalano che i vecchi assunti su cui si fondava il sistema iniziano a rompersi a causa della crescente pressione esterna, che punta a soffocare l’economia iraniana. Tale situazione solleva interrogativi su quanto sia effettivamente cambiato lo Stato negli ultimi sei mesi, una questione sollevata dall’emittente, che è attivamente coinvolta nella mediazione con il regime iraniano.

Secondo esperti, la leadership ha mostrato segnali di un’intenzione di abbandonare le politiche interne tradizionali, iniziando dalla questione dell’hijab, per cercare una maggiore coesione nazionale. Questo concetto è stato sottolineato nel messaggio recente della Guida Suprema in occasione della «settimana della governance». Di fronte a recenti proteste e alla minaccia esterna, non c’è più spazio per le fazioni più intransigenti, per evitare che l’Iran sia costretto a rispondere a tensioni sociali interne e pericoli militari esterni.

Jalilvand, in una valutazione critica, ha affermato: «Abbiamo scoperto che le carte che consideravamo forti non lo erano. Credevamo che chiudere lo Stretto di Hormuz avrebbe fatto salire i prezzi della benzina in America, ma abbiamo visto che questa azione produce conseguenze negative soprattutto per l’Iran stesso. Inoltre, abbiamo anche capito che negoziare con gli Stati Uniti non è più un tabù invalicabile e che insistere su alcuni dogmi di politica estera non è più utile. Sul piano militare, abbiamo riconosciuto che le nostre capacità aeree e navali non possono confrontarsi con il nemico come avevamo previsto».

Di seguito all’assassinio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e di altre figure di rilevo, il panorama politico del Paese appare assemblea più complesso che mai, ostacolando, sebbene non bloccando, il processo decisionale. L’assenza della nuova Guida Suprema, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, dalla scena pubblica per motivi di sicurezza, ha svelato una realtà senza precedenti nel Paese. Secondo Mohsen Jalilvand, docente all’Università di Teheran, «in soli sei mesi la scena politica iraniana ha subito cambiamenti e trasformazioni di grande portata. Era prevedibile in un Paese le cui massime autorità sono state colpite nei primissimi minuti di guerra, con conseguente ribaltamento radicale delle politiche dello Stato».

Prima della guerra del Ramadan, ricorda Jalilvand, «la linea di Teheran era ancora quella di evitare il conflitto. Oggi quel principio non regge più». Il cambiamento più significativo — prosegue Jalilvand — riguarda il meccanismo decisionale: «Prima della guerra, le decisioni erano più centralizzate e la Guida precedente si rivolgeva direttamente al popolo su questioni interne ed estere. Gli iraniani non hanno invece ricevuto alcun messaggio, né audio né video, dal nuovo capo spirituale. La sua assenza dalla scena pubblica è uno dei mutamenti più rilevanti del panorama iraniano».

1 Comment

  1. Incredibile come il panorama politico iraniano possa cambiare così rapidamente. Sembra che la guerra non abbia solo distrutto, ma anche messo in discussione le fondamenta stesse del sistema. Chissà come reagiranno ora, abbiamo bisogno di stabilità, ma le notizie da lì sono sempre più preoccupanti…

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