La vita quotidiana di una madre a Kiev: tra missili e routine familiare

15.10.2026 12:56
La vita quotidiana di una madre a Kiev: tra missili e routine familiare

Kiev: la Madre in Guerra e le Sue Paure per la Figlia

DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – Liuba, ogni mattina, accompagna sua figlia all’asilo, curando ogni dettaglio: giacca, zainetto con acqua e cibo. Dopo il saluto, cela la sua paura e torna a casa, ma una domanda la tormenta: se arrivano i missili e la sirena non suona, chi avrà il tempo di portarla al rifugio?, riporta Attuale.

In questa guerra, la routine di una madre a Kiev è segnata dal timore. Liuba ha condiviso con noi che durante il giorno ci sono droni, la notte invece è caratterizzata dai missili.

Per una madre, pochi minuti di allerta sono cruciali. Sono i momenti che servono per svegliare un bambino, vestirlo, trovare le scarpe e scendere le scale. Se la sirena non suona, quel tempo non esiste.

Le sere a Kiev diventano un’evacuazione. Le madri spostano i lettini lontano dalle finestre, stendono materassi e coperte sul pavimento del bagno, cercando il luogo più protetto. Preparano una torcia, acqua, medicine, documenti e biscotti. In assenza di elettricità, si orientano con la luce del telefono. La casa si trasforma in una mappa dei rischi.

Sintonizzate sugli attimi di paura, le madri ascoltano i rumori esterni, cercando di decifrare la realtà. A sera, dormono vestite, pronte a rispondere a qualsiasi emergenza. I bambini percepiscono la tensione dal silenzio improvviso o dallo sguardo in ansia della madre. E così, giocano a trasformare il rifugio in un’avventura, mentre la speranza si mescola all’incertezza.

Dopo che i figli si addormentano, le madri riprendono a lavorare. Aprono i computer e rispondono ai messaggi, cercando di recuperare il tempo perso durante gli allarmi. La mattina successiva, continuano con la loro routine: portano i bambini all’asilo, vanno al lavoro, fanno la spesa e cercano farmacie aperte. La loro resistenza rappresenta la manutenzione obstinata della quotidianità.

La prima cosa che fanno al risveglio è controllare gli ultimi attacchi. Contattano familiari e amici per sapere se stanno bene. Le risposte, purtroppo, sono sempre incerte.

In alcune fotografie rappresentative, questo sforzo è materializzato nel corpo delle donne. Una madre stringe in braccio la sua bambina di fronte a un palazzo in fiamme. La piccola, con un cappello bianco, si nasconde sulla spalla materna, cercando rifugio nell’abbraccio della madre.

In un’altra immagine, una donna accanto a un’auto indossa una vestaglia e mostra segni evidenti di una lotta, con una benda in testa e il volto insanguinato. Parla al telefono, mentre osserva la sua casa distrutta e vede il dramma di chi non ce l’ha fatta.

La guerra non colpisce solo le strutture; entra negli spazi privati, spegnendo la luce mentre le madri preparano il rifugio, creando ansia per l’acqua che potrebbe non scorrere al mattino, oppure per il freddo che avanza con l’inverno. Anche se accumulano provviste, sanno di non poter sfuggire ai missili.

Putin continua a colpire Kiev e le sue infrastrutture, mentre la geopolitica si traduce in una dura realtà quotidiana per le madri, costrette a decidere in pochi attimi se correre in rifugio o rimanere nel bagno. Liuba persisterà nel mandare sua figlia all’asilo e continuare a lavorare, preparandosi ogni sera per una notte d’incertezza. Aspetterà la sirena, sperando che questa volta arrivi in tempo.

1 Comment

  1. Non ho parole… ogni giorno questa mamma affronta paure che noi non possiamo nemmeno immaginare. Sembra incredibile che nel 2023 ci siano ancora persone costrette a vivere in queste condizioni. La vita quotidiana diventa un campo di battaglia, tra routine e tensione. Che mondo ingiusto…

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