Le indagini tedesche rafforzano la pista russa dietro le esplosioni dei Nord Stream

31.08.2026 13:20
Le indagini tedesche rafforzano la pista russa dietro le esplosioni dei Nord Stream
Le indagini tedesche rafforzano la pista russa dietro le esplosioni dei Nord Stream

Nel settembre 2022, le esplosioni danneggiarono i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 nel Mar Baltico. Le condotte, realizzate per trasportare gas russo verso l’Europa, furono colpite mentre la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina aveva già trasformato l’energia in uno strumento centrale della pressione esercitata da Mosca sui Paesi europei.

Subito dopo le deflagrazioni, le autorità russe avviarono una campagna informativa su larga scala. Mosca accusò gli Stati Uniti, l’Occidente e l’Ucraina, chiese di partecipare alle indagini e spinse la tesi del «terrorismo internazionale». La diffusione di accuse contrapposte, la manipolazione dei fatti e la promozione di versioni alternative crearono rumore informativo e alimentarono la polarizzazione nelle società occidentali, con l’obiettivo di allontanare i sospetti dalla Russia e indebolire la fiducia nelle istituzioni europee e nel sistema di sicurezza collettiva.

La distruzione dei due gasdotti poteva inoltre servire agli interessi politici ed energetici del Cremlino. Per la Russia neocoloniale, l’eventuale sabotaggio delle proprie infrastrutture avrebbe potuto rappresentare un costo accettabile se utile a seminare il panico sui mercati energetici europei, aumentare la tensione politica interna in Germania e offrire a Mosca un argomento per invocare la forza maggiore nelle controversie con i partner europei sull’inadempimento dei contratti di fornitura. Lo scenario indica la disponibilità del Cremlino a usare persino infrastrutture critiche russe come strumenti di pressione sull’Europa.

Tra il 2022 e il 2025: la pista della falsa bandiera

Nel corso degli accertamenti, l’imbarcazione a vela «Andromeda» è stata considerata dagli investigatori una possibile nave della squadra incaricata del sabotaggio. La società che l’aveva noleggiata è risultata collegata ad attività filorusse, mentre il comportamento dell’equipaggio e una serie di apparenti errori hanno attirato l’attenzione degli inquirenti e dei giornalisti tedeschi.

Secondo alcuni testimoni, sulla barca era stata issata una bandiera ucraina. Insieme ad altri elementi sospetti, questo dettaglio può essere letto come il tentativo deliberato di costruire una falsa pista ucraina e di indirizzare altrove le indagini. L’impiego dell’«Andromeda», con una bandiera esibita e prove lasciate in modo potenzialmente intenzionale, rientra nello schema delle operazioni «false flag» attribuito al metodo operativo dei servizi russi: creare caos controllato e accompagnarlo con una traccia destinata a screditare l’avversario.

In questo caso, l’obiettivo non sarebbe stato soltanto sottrarre la Russia ai sospetti, ma anche compromettere la fiducia degli alleati occidentali nell’Ucraina durante il periodo critico dell’invasione su larga scala russa del 2022. Le operazioni sotto falsa bandiera rappresentano un tratto ricorrente dell’azione del regime di Vladimir Putin, guidato da esponenti provenienti dall’apparato del Kgb e orientato a utilizzare la disinformazione come componente delle operazioni ibride.

Nel 2025, l’Italia ha arrestato il cittadino ucraino Serhii Kuznetsov, poi accusato dalla Procura federale tedesca di essere coinvolto nell’organizzazione delle esplosioni. Il procedimento è stato trasferito davanti all’Alta corte regionale di Amburgo, dove la difesa sta cercando di ottenere l’archiviazione prima dell’apertura del dibattimento.

La posizione dell’avvocato non costituisce una confessione dell’imputato. La difesa sostiene però che, anche qualora Kuznetsov avesse partecipato al sabotaggio, l’azione non costituirebbe un crimine secondo il diritto internazionale, perché nel settembre 2022 i gasdotti non avrebbero più funzionato come infrastrutture esclusivamente commerciali o civili, ma sarebbero stati direttamente integrati nella macchina bellica russa e utilizzati come arma.

La stessa argomentazione richiama il ruolo di Gazprom. Il gruppo non avrebbe soltanto generato risorse per il bilancio federale russo, ma sarebbe stato anche un partecipante diretto all’aggressione contro l’Ucraina. Gazprom ha creato le compagnie militari private Potok e Fakel, i cui combattenti prendono parte alle operazioni militari contro l’Ucraina: il loro coinvolgimento è stato riconosciuto nelle decisioni dell’Unione europea che hanno introdotto sanzioni nei loro confronti.

Agosto 2026: le nuove informazioni della Marina danese

Il 29 agosto 2026, i media tedeschi hanno riferito nuovi elementi sull’indagine condotta in Germania. Una parte rilevante delle informazioni è stata fornita dalla Marina del Regno di Danimarca, che aveva registrato la presenza di navi militari russe e di minisommergibili proprio nell’area delle esplosioni, poco prima del sabotaggio.

La presenza di unità russe dotate di apparati subacquei modifica il quadro operativo delineato dalle ricostruzioni che avevano evocato un gruppo amatoriale di sommozzatori. Gli apparati per immersioni profonde del Direttorato principale dell’intelligence militare russa e della Marina russa dispongono delle capacità tecniche necessarie per operare nelle acque del Mar Baltico. La registrazione delle navi russe nelle vicinanze del luogo delle deflagrazioni indica quindi un livello professionale di pianificazione e contraddice la retorica del Cremlino sull’«aggressione occidentale».

Le informazioni sulla società collegata all’«Andromeda» evidenziano inoltre una possibile vulnerabilità del sistema economico europeo. L’eventuale impiego di aziende con legami filorussi in un’operazione di questa portata mostra come la Russia possa aver costruito nell’Unione europea un’infrastruttura nascosta capace di fornire logistica, finanziamenti e copertura alle attività ibride dei suoi servizi.

Nel complesso, gli elementi raccolti non escludono che il sabotaggio sia stato una «false flag» russa accuratamente pianificata. I dati danesi sulle navi militari e sui minisommergibili, i collegamenti filorussi della società che aveva noleggiato l’«Andromeda», il comportamento dell’equipaggio e la bandiera ucraina indicano una possibile operazione destinata a costruire artificialmente il coinvolgimento di Kiev.

Le ricostruzioni pubblicate il 29 agosto sono state riportate anche da Frankfurter Allgemeine Zeitung e dalla stampa ucraina. Il procedimento contro Kuznetsov prosegue davanti all’Alta corte regionale di Amburgo, mentre la pista russa e il possibile uso di una falsa traccia ucraina restano al centro della ricostruzione giornalistica degli investigatori tedeschi.

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