Lonnie G. Bunch III lascia la direzione dello Smithsonian in un contesto di tensione politica
Lonnie G. Bunch III, 73 anni, ha annunciato il suo ritiro dalla guida dello Smithsonian alla fine del 2026, dopo sette anni di presidenza e quasi quattro decenni all’interno delle sue istituzioni. Questa decisione giunge in un momento in cui la memoria americana si è trasformata in un campo di battaglia politico, riporta Attuale.
La sua uscita è il risultato di un crescente conflitto con l’amministrazione Trump. La Casa Bianca ha criticato lo Smithsonian per il suo approccio incentrato sulla storia delle colpe americane, come schiavitù e razzismo, piuttosto che sulle conquiste nazionali. Un ordine esecutivo del marzo 2025 ha ordinato l’eliminazione di quella che l’amministrazione considera una narrazione “divisiva” e “anti-americana”. Anche un rapporto della Casa Bianca suggeriva di affiggere avvisi al National Museum of American History, avvertendo che le mostre erano curate da coloro che non volevano che gli americani amassero il loro paese.
Bunch ha mantenuto il suo approccio senza trasformare il conflitto in una disputa personale, difendendo l’autonomia dello Smithsonian e affermando che narrare la storia americana implica affrontare anche le sue contraddizioni. “Una narrazione incompleta del nostro passato impedisce al Paese di costruire un futuro comune migliore”, ha dichiarato. In un’intervista al New York Times, ha indicato che era giunto il momento di intraprendere una nuova fase della sua vita, pur ammettendo che il lavoro era diventato stressante, con il desiderio di svegliarsi un giorno senza controllare il cellulare.
La questione ora è chi sarà il suo successore. La nomina sarà effettuata dal Board of Regents dello Smithsonian, che include il vicepresidente JD Vance e membri del Congresso. Questa decisione non riguarda solo una nomina, ma determina anche chi avrà il potere di definire come gli Stati Uniti narreranno la propria storia.