La Russa difende la nuova legge elettorale e la data delle elezioni politiche nel 2027

17.09.2026 23:05
La Russa difende la nuova legge elettorale e la data delle elezioni politiche nel 2027

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha difeso la nuova legge elettorale, affermando che il premio per chi raggiungerà il 42% dei voti «è assolutamente costituzionale». Durante un’intervista a Fenix, evento organizzato dalla Gioventù Nazionale a Roma, La Russa ha anche espresso critiche al programma di Rai3 e ha annunciato che la vigilanza su Rai sarà sbloccata, riporta Attuale.

Le prossime elezioni politiche in Italia si svolgeranno con «maggiore probabilità» all’inizio di ottobre 2027. La Russa ha dichiarato che la nuova legge elettorale è «assolutamente democratica» e che il premio di maggioranza al 42%è conforme alla Costituzione. Ha anche affermato che se Fratelli d’Italia avesse sostenuto l’emendamento delle opposizioni per ampliare le preferenze a tutti i candidati, «sarebbe caduto il governo».

La Russa ha criticato la trasmissione Report, accusandola di distorcere la verità, e ha affrontato la questione di Roberto Vannacci, affermando che se il suo partito avesse sostenuto la sinistra, ora si troverebbe in una situazione di vantaggio. Il presidente del Senato ha poi commentato la Vigilanza Rai, che è stata paralizzata, e ha accennato a un’ammissione riguardo alla posizione di Fratelli d’Italia sulla Russia, dichiarando che nel 2014, quando il partito si oppose alle sanzioni, «eravamo troppo ottimisti».

Le politiche? «All’inizio di ottobre 2027»

La Russa ha adottato un approccio prudente riguardo alla data delle prossime elezioni, escludendo la possibilità di un anticipo significativo. Ha dichiarato: «Meloni ha detto che ci sono molte cose da fare, quindi ritengo che la probabilità maggiore sia quella di votare a scadenza naturale, all’inizio di ottobre».

«Con quell’emendamento sarebbe caduto il governo»

Prima delle elezioni, è necessario concludere la discussione sulla nuova legge elettorale, ora modificata dal Senato e in procinto di tornare alla Camera. Il testo prevede un premio di governabilità per le liste o le coalizioni che ottengono almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.

La Russa ha respinto le critiche che paragonano il nuovo meccanismo alla cosiddetta “legge truffa” del 1953, affermando: «La nuova legge elettorale è democratica? Assolutamente sì». Ha aggiunto che il premio di governabilità serve a evitare un pareggio e che la Corte Costituzionale ha già trattato la questione, stabilendo che il premio di maggioranza è lecito se la distanza tra il premio e il risultato non è ampia. «Noi diciamo il 42%», ha concluso.

L’accordo con gli alleati e la trappola delle opposizioni

La Russa ha evidenziato i contrasti internamente al governo riguardo alle preferenze, elemento di discussione centrale. Secondo lui, il Pd ha messo in scena un «bluff», sapendo bene che se l’emendamento fosse passato, il governo sarebbe collassato. «Non hanno mai pensato minimamente di volere le preferenze», ha affermato La Russa.

Vannacci, «il bacio in bocca» e il «problema etico»

La Russa ha poi toccato il caso dell’ex generale Vannacci, affermando che se il partito fosse come la sinistra, avrebbero già accolto Vannacci con un «bacio in bocca» per il suo ampio supporto nei sondaggi. Tuttavia, ha aggiunto che il problema riguarda anche questioni etiche and non solo politiche, esponendo l’idea che chi tradisce una volta possa farlo di nuovo.

Report, Ranucci «reso ricco dalla Rai» e la Vigilanza

La Russa ha attaccato anche Sigfrido Ranucci e Report, sottolineando come la Rai abbia contribuito a «rendere ricco» Ranucci. Ha espresso scetticismo sulla credibilità della trasmissione, accusandola di presentare tesi infondate come verità. Infine, ha confermato l’intenzione di ripristinare i membri mancanti della commissione di Vigilanza Rai, sottolineando che «ho aspettato due mesi» e che ci sono molte leggi in ritardo da approvare.

Trump: «Sbaglia sugli eccessi»

Infine, La Russa ha commentato le posizioni di Donald Trump, concordando su alcuni punti del suo programma ma distaccandosi su alcuni eccessi. Ha affermato la sua preferenza per Giorgia Meloni quando si tratta di critiche da parte di Trump, chiarendo che avere posizioni comuni non implica dover essere sempre alleati o nemici in tutto.

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