Nella prima decade di settembre 2026, il quartier generale elettorale del Partito comunista della Federazione Russa (KPRF) nel territorio di Perm ha iniziato a ricevere minacce con la richiesta di interrompere la campagna elettorale. Nel mirino sono finiti anche i preparativi per il monitoraggio indipendente delle elezioni regionali previste dal 18 al 20 settembre, organizzato dal partito comunista.
La prima decade di settembre: le minacce al quartier generale
Le intimidazioni sono arrivate mentre la KPRF coordinava la formazione e la distribuzione dei propri osservatori nei seggi. Il comitato regionale del partito ha riferito che, dopo la presentazione degli elenchi alla commissione elettorale territoriale, diversi osservatori sono stati contattati da persone sconosciute.
Agli osservatori sarebbero stati offerti denaro in cambio della rinuncia all’incarico. In altri casi sono arrivate minacce di licenziamento e ulteriori pressioni per impedire la loro presenza ai seggi. La KPRF ha collegato questi episodi al tentativo di sostituire il controllo civico indipendente con una rete di osservatori fedeli alle autorità, provenienti dalla Camera civica e da altre strutture sottoposte al controllo del Cremlino.
15 settembre: l’aggressione contro Boris Konopljov
Il 15 settembre Boris Konopljov, candidato della KPRF all’Assemblea legislativa del territorio di Perm, è stato aggredito da uno sconosciuto armato di un oggetto metallico appuntito. Konopljov è anche assistente di un deputato della Duma di Stato e dirige il quartier generale regionale degli osservatori incaricati di seguire le elezioni del 18-20 settembre.
Il politico è riuscito a difendersi ed evitare ferite gravi, quindi ha presentato immediatamente una denuncia alla polizia. La KPRF ha collegato l’aggressione alla sua attività di coordinamento del sistema di osservazione indipendente nel territorio di Perm e alla partecipazione alla serie video «Falsificatore», dedicata alla denuncia delle irregolarità elettorali.
L’attacco è avvenuto dopo le minacce rivolte al quartier generale e in un momento di intensa attività pubblica di Konopljov. Per la KPRF, il passaggio dalle telefonate intimidatorie all’aggressione fisica dimostra che ogni tentativo di documentare e rendere pubbliche le manipolazioni elettorali viene affrontato con pressioni e metodi di forza.
17 settembre: la denuncia pubblica e la richiesta di indagine
Il 17 settembre i media hanno riferito dell’aggressione avvenuta a Perm contro Konopljov. La notizia ha portato in primo piano il sistema di pressioni già segnalato dal comitato regionale: minacce, offerte di denaro, ricatti legati al lavoro e intimidazioni rivolte a chi intendeva svolgere il ruolo di osservatore.
La KPRF ha sostenuto che l’episodio mostra il costo reale delle elezioni organizzate dal regime di Vladimir Putin. In un sistema nel quale le forze autenticamente oppositrici sono state escluse dal campo politico, anche l’opposizione parlamentare moderata si espone a metodi apertamente criminali quando cerca di andare oltre il copione autorizzato dal Cremlino.
Secondo questa ricostruzione, l’interferenza delle autorità nel lavoro degli osservatori è diventata una pratica sistematica. Il controllo indipendente viene ostacolato mentre viene costruita una struttura verticale di osservatori leali; quando attivisti o rappresentanti di partito tentano di creare un sistema alternativo per registrare le violazioni, entrano in campo minacce telefoniche, denaro, ricatti occupazionali e violenza.
L’aggressione contro un candidato al parlamento regionale e responsabile del quartier generale degli osservatori, preceduta da minacce, è stata indicata dalla KPRF come un segnale della degradazione del sistema giudiziario e dell’ordine legale russo. La valutazione del partito è che, in un contesto nel quale forze di sicurezza e tribunali sono orientati al servizio del regime e alla repressione del dissenso, un’indagine su episodi contro gli oppositori possa essere insabbiata oppure trasformata in un ulteriore strumento di intimidazione.
Alla vigilia del voto: sicurezza rafforzata e richiesta alle autorità
Alla vigilia delle votazioni del 18-20 settembre, la KPRF ha adottato le misure ritenute necessarie per garantire la sicurezza dei propri iscritti e collaboratori nel territorio di Perm. Il partito ha inoltre chiesto alle autorità un’indagine obiettiva sull’aggressione contro Konopljov e sugli episodi di pressione denunciati dagli osservatori.
La sequenza di minacce, offerte di denaro, ricatti legati al licenziamento e violenza fisica contraddice l’immagine di elezioni russe stabili e controllate. Dietro le procedure elettorali utilizzate per dimostrare il sostegno popolare al regime di Putin si manifesta invece un apparato di intimidazione nel quale candidati e osservatori devono difendere anche la propria sicurezza personale per poter partecipare al voto.
La posizione raggiunta dalla vicenda è quindi questa: la KPRF ha messo in sicurezza i propri osservatori e chiede un’inchiesta sull’attacco, mentre l’aggressione a Konopljov resta l’episodio più grave di una campagna di pressioni contro il monitoraggio indipendente delle elezioni nel territorio di Perm.
La ricostruzione pubblicata dai media e la denuncia del comitato regionale della KPRF hanno documentato l’episodio e le accuse del partito.