Gli Houthi riprendono l’offensiva in Yemen: importanti conquiste territoriali e nuove tensioni regionali

19.09.2026 12:35
Gli Houthi riprendono l'offensiva in Yemen: importanti conquiste territoriali e nuove tensioni regionali

Ripresa dell’offensiva Houthi in Yemen: conquista di territori e attacchi in Arabia Saudita

Negli ultimi giorni, gli Houthi hanno intensificato le loro operazioni militari in Yemen, conquistando importanti territori sulla costa del mar Rosso e aumentando il loro controllo sullo stretto di Bab El Mandeb. Hanno lanciato anche attacchi missilistici e con droni verso l’Arabia Saudita, riporta Attuale.

Questi sviluppi rappresentano un’escalation in una guerra civile che dura dal 2014 e che, sebbene formalmente chiusa nel 2022 con un cessate il fuoco, ha visto la riattivazione dei conflitti. Inizialmente, il conflitto era nato a causa della marginalizzazione della minoranza Houthi, ma si è rapidamente trasformato in una crisi internazionale, con il sostegno iraniano agli Houthi e gli attacchi da parte dell’Arabia Saudita, sostenuta a sua volta dagli Emirati Arabi Uniti. La guerra ha causato oltre 300mila morti e una delle crisi umanitarie più gravi al mondo, secondo le Nazioni Unite.

Il gruppo Houthi è un ramo dello zaydismo yemenita, che rappresenta circa il 35% della popolazione yemenita, concentrata nel nord del Paese. Mentre il restante 65% è sunnita, gli Houthi hanno storicamente subito una crescente emarginazione culturale e politica, aggravata dall’espansione del sunnismo wahabita. Dopo un iniziale contatto con l’Iran negli anni 2000, gli Houthi hanno dichiarato la loro indipendenza, anche se sono stati armati dall’Iran nel corso del conflitto.

Nel 2011, durante la primavera araba, il presidente Abdullah Saleh è stato costretto a dimettersi e gli Houthi hanno capitalizzato il vuoto di potere per espandere il loro controllo sulla provincia di Saada. L’offensiva armata su larga scala iniziò nel 2014, quando avanzarono verso la capitale, Sana’a, costringendo il presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi a fuggire. Questo portò l’Arabia Saudita a formare una coalizione nel 2015 per sostenere il governo yemenita contro gli Houthi, temendo di ritrovarsi un gruppo sciita alleato dell’Iran al confine meridionale.

Fino al 2019, gli Emirati Arabi Uniti hanno partecipato alla coalizione, ma si sono poi ritirati, lasciando l’Arabia Saudita a gestire una guerra per procura in cui gli Houthi si sono trovati sempre più armati dall’Iran. Le stime di morti nella guerra sono incerte, ma le Nazioni Unite parlano di 377mila morti entro la fine del 2021, aggravate da una gravissima epidemia di colera. Attualmente, oltre 5 milioni di yemeniti sono sfollati e oltre 20 milioni dipendono dagli aiuti umanitari.

Dopo la transizione di potere dal presidente Hadi al Consiglio di comando presidenziale nel 2022, la situazione è rimasta complessa con un cessate il fuoco concordato con gli Houthi e colloqui di pace che hanno coinvolto anche l’Arabia Saudita. Tuttavia, gli attacchi nel mar Rosso, iniziati a ottobre 2023 in solidarietà con Hamas, hanno ulteriormente complicato la situazione, influenzando il traffico marittimo e attirando risposte militari da parte di Stati Uniti e Regno Unito.

La nuova offensiva degli Houthi, avviata a giugno 2025 ma intensificata nelle ultime settimane, ha portato a conquiste significative, come il porto di Mocha e l’isola di Perim, rendendoli un attore cruciale per la stabilità della regione e il commercio marittimo.

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