Max, l’app russa che potrebbe sorvegliare gli utenti: ricerche rivelano vulnerabilità
Un gruppo di ricerca dell’Università del Michigan ha scoperto che Max, l’app più diffusa in Russia, può fotografare lo schermo degli utenti senza il loro consenso, leggere le loro comunicazioni e addirittura “iniettare” codice nei servizi collegati, riporta Attuale.
Max è stata caratterizzata come una “super-app” creato da VKontakte, un gigante social legato ai circoli del Cremlino, con l’intento di semplificare la vita quotidiana dei cittadini. Gli utenti possono utilizzare Max per comunicare, effettuare pagamenti e accedere ai servizi statali in un’unica piattaforma. Sin dalla sua introduzione, ha guadagnato popolarità fino a diventare l’app più utilizzata nel paese. Tuttavia, il contesto di questa diffusione è preoccupante, poiché gli utenti non sembrano avere alternative effettive in un’epoca di crescente sorveglianza.
Il modello di Max riflette quello della cinese WeChat, una piattaforma che offre ampie funzioni simili ma con una lunga storia di controllo sociale da parte del governo. Il rapporto suggerisce che, mentre la Cina ha impiegato decenni per sviluppare un sistema del genere, la Russia è riuscita a imporre un’architettura simile in un tempo molto più breve, spingendo una popolazione che fino a poco tempo fa godeva di una libertà di internet relativamente ampia a utilizzarla senza possibilità di scelta.
Secondo il Guardian, l’Università del Michigan ha analizzato la versione russa dell’app, svelando vulnerabilità che potrebbero servire come modello per altre nazioni in cerca di regime autoritari. Max, affermano i ricercatori, rappresenta il pioniere di ciò che paesi come Iran, Kazakistan e India potrebbero tentare di realizzare.
Utilizzare Max sembra essere obbligatorio per molti cittadini russi. Un’insegnante a Mosca ha riferito di essere stata informata dai dirigenti scolastici che tutte le comunicazioni, incluse quelle con le famiglie, sarebbero passate attraverso Max. Anche gli studenti si trovano costretti a installarla, come nel caso di uno studente di San Pietroburgo, che ha dovuto crearne un QR code per accedere al campus. Tra le élite, però, la relazione con Max è apparentemente teatrale, con alcuni che ammettono di usare un secondo telefono solo per l’app, mentre continuano a comunicare normalmente tramite Telegram e Signal.
Il contesto temporale della diffusione di Max non è casuale. Proprio in questi giorni, dal 18 al 20 settembre, si svolgono le elezioni in Russia per rinnovare la Duma e undici governatorati regionali, un evento descritto come una messinscena di democrazia, dato che l’unico partito di opposizione attivo, Yabloko, è stato escluso dalle liste.