Emanuele Filiberto risponde alle accuse di Avs: «Nessuna vendita di onorificenze»

27.09.2026 22:05
Emanuele Filiberto risponde alle accuse di Avs: «Nessuna vendita di onorificenze»

Un’interrogazione presentata dal deputato Marco Grimaldi al ministro Giorgetti ha riacceso il dibattito sulle onorificenze degli Ordini dinastici di Casa Savoia, con accuse di presunti scambi a pagamento che il principe Emanuele Filiberto ha categoricamente smentito, riporta Attuale.

La polemica è emersa quando Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, ha richiesto chiarimenti riguardo alle attività di Emanuele Filiberto. Al centro dell’accusa c’è la presunta vendita di «onori monarchici» e il funzionamento di alcune associazioni legate agli Ordini dinastici, sollevata da un’inchiesta del Fatto Quotidiano. Il principe ha fermamente respinto le accuse.

L’accusa di Avs: «Un giro d’affari da 800mila euro l’anno»

Secondo Grimaldi, in base ad una legge del 1951 che regola l’uso pubblico di certe onorificenze, Casa Savoia ed Emanuele Filiberto avrebbero generato un giro d’affari annuale stimato in circa 800mila euro attraverso la vendita di onorificenze prive di valore giuridico. Nel suo intervento, il deputato fa riferimento a nomi noti tra coloro che avrebbero ricevuto tali onorificenze a pagamento, tra cui Ignazio La Russa e Bruno Vespa. Quest’ultimo ha negato di aver mai acquistato titoli onorifici, affermando: «Non l’ho mai richiesto né tantomeno pagato».

Grimaldi accusa inoltre Emanuele Filiberto di non aver mai fornito bilanci e rendiconti riguardanti il presunto giro d’affari. Ha anche messo in luce una piattaforma chiamata Royal Protocol Srl Impresa Sociale, con sede a Tallinn, utilizzata per certificare genealogie senza valore legale, di cui il principe possiede il 75% delle azioni. Grimaldi sottolinea che il restante 25% è di un’altra società, che garantisce anonimato ai soci, eludendo gli obblighi contabili.

L’evento a Torino e la replica di Casa Savoia

In risposta a queste affermazioni, Emanuele Filiberto ha dichiarato: Nessuna onorificenza viene venduta. Nessun titolo viene conferito, definendo le accuse come una confusione tra quote associative e contributi per l’organizzazione di eventi. La Casa Savoia ha precisato che durante l’evento tenutosi al Lingotto di Torino tra il 26 e il 27 settembre, associato all’Aicods, non si è svolta alcuna vendita di onorificenze.

Il programma dell’incontro prevedeva la presentazione di nuovi membri senza la celebrazione di cerimonie pubbliche. Il principe ha espresso sorpresa per la rappresentazione negativa di un’attività che, secondo lui, ha un impatto positivo e porta avanti progetti benefici. «Risponderemo con trasparenza, documenti e attività concrete», ha concluso, promettendo collaborazione con le autorità competenti per chiarire i punti sollevati.

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