Putin e la controversia sulla telefonata del 2016: il dibattito tra Calenda e Renzi

22.10.2026 15:35
Putin e la controversia sulla telefonata del 2016: il dibattito tra Calenda e Renzi

Roma, 22 ottobre 2026 – La tensione tra Carlo Calenda e Matteo Renzi, ex alleati nel Terzo Polo, si intensifica a causa di una presunta telefonata al presidente russo Vladimir Putin risalente a giugno 2016, durante il referendum sulla Brexit. In un’intervista al Corriere della Sera, Calenda ha riportato la conversazione, ma il vertice di Italia Viva ha prontamente smentito tali affermazioni, avviando uno scambio acceso tra accuse di “mitomania” e “fake news”. La disputa si verifica nel contesto di crescenti tensioni sociali in Italia, con il paese in agitazione, le stazioni di servizio in difficoltà e l’allerta del ministro della Difesa, Guido Crosetto, riguardo a una potenziale “guerra ibrida” che mira a destabilizzare l’Occidente attraverso i social, ma con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che frena, affermando l’assenza di prove di un’interferenza estera, riporta Attuale.

Renzi: “Frasi lunari. è mitomane”

Lo scontro si sviluppa in un clima di litigiosità sempre più acceso. Nel 2016, Renzi era presidente del Consiglio e Calenda ministro dello Sviluppo economico, mentre il Regno Unito era immerso nella campagna referendaria per decidere sulla sua permanenza nell’Unione Europea. Calenda afferma che, all’epoca, esisteva il sospetto di interferenze russe. “Con Matteo Renzi eravamo insieme al governo, telefonammo a Putin per chiedergli se c’erano loro dietro la campagna dei Comitati in Gran Bretagna”, ha dichiarato Calenda. Renzi, però, ha immediatamente negato l’accaduto, definendo le affermazioni di Calenda come “lunari” e accusandolo di alimentare “fake news”. Secondo Renzi, la conversazione non è mai avvenuta e rappresenta “l’ennesimo segnale di una mitomania progressiva del segretario di Azione”. Ha poi aggiunto: “I mitomani che non potendo scrivere il futuro reinventano il passato non possono essere smentiti: devono essere solo aiutati”.

Calenda: “Pensa solo ai clienti”

Calenda ha risposto, rifiutando le smentite provenienti da Renzi e accusando l’ex alleato di diffondere “fake news”. “Confermo parola per parola quanto detto al Corriere sulla telefonata con Putin”, ha dichiarato Calenda, ribadendo che il fatto è stato già raccontato in mille interviste e nel suo libro. “Di telefonate del genere resta traccia alla segreteria di Chigi ed è facile verificare”, ha aggiunto. Calenda ha anche insinuato che Renzi, che in passato ha fatto parte del consiglio di amministrazione di una società russa, non voglia rovinare i rapporti con i suoi clienti. Questo accenno riguarda la sua partecipazione nel 2021 al consiglio di amministrazione di Delimobil, una società russa di car sharing, dalla quale si è dimesso il giorno dell’invasione russa in Ucraina, il 24 febbraio 2022.

I rapporti con Mosca

Lo scontro è ormai pubblico e centrato sulle accuse reciproche riguardanti i rapporti con la Russia. Renzi ha messo in evidenza il ruolo di Calenda durante il vertice di San Pietroburgo nel 2016, dove si adoperava per promuovere le relazioni Italia-Russia. Renzi ha ribadito che “Calenda era molto attivo nel 2022 nell’affermare che l’Ucraina avrebbe dovuto rimanere fuori dall’Unione Europea”, contrapposto all’impegno dimostrato da Renzi nel contattare Putin per discutere delle interferenze russe nei referendum del 2016. “La telefonata in cui Renzi chiamò Putin per chiedergli conto delle interferenze russe fu effettuata dal solo Renzi. Calenda non c’era”, ha insistito Renzi, mentre le conseguenze economiche della guerra russa in Ucraina continuano a influenzare l’agenda del governo italiano, con un decreto legge di nove articoli introdotto per supportare agricoltura, pesca e autotrasporto, in risposta ai rincari dei carburanti.

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