Burnham riapre il dossier Brexit e non esclude il rientro del Regno Unito nell’Unione Europea

30.09.2026 10:45
Burnham riapre il dossier Brexit e non esclude il rientro del Regno Unito nell'Unione Europea

Riapertura del Dossier Brexit: Il Premier britannico propone nuove opzioni

Il nuovo governo laburista britannico riapre il dossier Brexit e non esclude alcuna possibilità, neppure un ritorno nell’Unione europea. In un discorso emotivo chiuso da lacrime al congresso del partito, il premier Andy Burnham ha dichiarato che l’uscita dalla UE ha causato «più danno che bene», sottolineando l’importanza di stabilire una «relazione a lungo termine con quello che rimane il nostro più grande mercato», riporta Attuale.

Burnham rileva che gli accordi settoriali attualmente in discussione con Bruxelles non sono sufficienti. Pertanto, durante il prossimo vertice euro-britannico previsto per novembre, presenterà «diverse opzioni per un rapporto a lungo termine con i nostri partner europei, e verificheremo se riusciamo a trovare un consenso su una di esse».

Le ipotesi sul tavolo includono la Gran Bretagna che rientra nell’unione doganale, nel mercato unico, fino a un possibile reintegro totale nell’Unione europea, passando per una fase transitoria simile al modello svizzero. Questo comportamento segna una rottura rispetto alle «linee rosse» stabilite dal precedente governo di Keir Starmer, pertanto qualsiasi proposta finale dovrà essere esaminata in vista delle prossime elezioni.

Il cambio di rotta ha già suscitato reazioni indignate nel partito della destra populista di Nigel Farage, che ha parlato di «tradimento». Anand Menon, direttore del think tank «UK in a Changing Europe», avverte che «il rientro è un processo umiliante e lungo; i laburisti non si lascino ingannare dai sondaggi, l’Europa è cambiata in modi che non ci piacciono».

Philip Collins, direttore della rivista di centro-sinistra Prospect, sostiene che, pur essendoci un forte desiderio per l’Europa nel partito laburista, Burnham correrebbe un «enorme errore» ad affrontare questa impresa, dato che il partito occupa una posizione differente rispetto al resto del paese.

Il tema europeo è emerso anche grazie a un intervento del raro intervento pubblico di Tony Blair, che ha esortato a programmare un ritorno nell’UE entro dieci anni. Al congresso, il governo Burnham è stato rappresentato da eventi come quello del «Movimento laburista per l’Europa», dove il ministro degli Esteri Ed Miliband ha dato il suo pieno sostegno.

Stella Creasy, deputata e leader della fazione europeista, ha affermato: «Il nostro isolamento ci rende vulnerabili. La Brexit ha danneggiato la nostra sicurezza nazionale. È necessario un piano d’azione: il manifesto elettorale deve riconoscere che il futuro migliore è dentro l’Europa».

Burnham ha accolto questo appello nel suo discorso. Ed Miliband ha aggiunto: «Quando parlo di sicurezza, commercio, clima o intelligenza artificiale, mi rivolgo ai partner europei; il nostro futuro strategico è lì».

Hamish Falconer, ministro per i rapporti con la UE, ha dichiarato: «Il continente europeo è la nostra casa. Di fronte alle attuali sfide, siamo tutti europei». Diplomati continentali si dicono soddisfatti ma cauti, sottolineando che, pur vedendo una direzione chiara, le buone intenzioni devono essere seguite da azioni concrete.

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