Proteste in Francia: arrestati quasi duemila studenti mentre il governo invoca misure di sicurezza
Il 2 ottobre 2026, le manifestazioni studentesche in Francia si sono intensificate, portando ad arresti di quasi 2000 ragazzi e alla richiesta del ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, di un coinvolgimento attivo da parte delle famiglie nella vigilanza dei figli, avvertendo che «per strada i ragazzi sono in pericolo», riporta Attuale.
Le proteste, inizialmente limitate a licei, si sono diffuse anche alle università: oltre 400 istituti sono stati chiusi e trenta facoltà risultano bloccate, con molte lezioni che si svolgono a distanza. Gli studenti stanno lottando per miglioramenti nelle loro scuole, chiedendo maggiore personale e classi meno affollate, ma si trovano in una situazione complessa, intrappolati tra gli atti di vandalismo messi in atto da gruppi di teppisti e l’uso della forza da parte delle forze di polizia.
Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, ha confermato che almeno 300 poliziotti e gendarmi sono stati feriti, mentre 170 studenti hanno subito lesioni. Inoltre, 65 membri del personale scolastico, inclusi 40 presidi, sono stati aggrediti durante le manifestazioni. Il governo ha anche chiesto che le famiglie degli studenti responsabili dei danni siano ritenute finanziariamente responsabili.
Secondo le autorità, il movimento potrebbe essere fomentato dalla France Insoumise, il partito di Jean-Luc Mélenchon. Tuttavia, il coordinatore della formazione ha negato le accuse, sostenendo che la protesta è originata dall’insoddisfazione per la carenza di personale nelle scuole, evidenziando che molti insegnanti non vengono sostituiti, lasciando alcune discipline sguarnite per mesi.
La situazione nelle scuole pubbliche è caratterizzata da un diffuso malcontento verso il sistema attuale, descritto come sempre più competitivo e ingiusto. Gli studenti lamentano che le disparità tra scuole urbane e periferiche si riflettono nelle opportunità di accesso all’istruzione superiore. Un esempio di questa pressione è costituito da Parcoursup, la piattaforma digitale ideata per gestire le domande per l’università, che ora simboleggia le disuguaglianze pervasive nella società francese.
Accanto alle motivazioni legittime, si sono verificati anche atti di violenza casuali durante le manifestazioni: incendi appiccati in scuole come il liceo di Nantes e saccheggi in negozi, trasformando le proteste in scene di caos. Le forze di polizia hanno risposto con gas lacrimogeni, mentre alcuni agenti hanno affrontato la furia delle folle senza rispettare le norme di ingaggio, generando un clima di crescente tensione.
In risposta all’escalation delle violenze, il ministro Geffray ha avviato un dialogo con i rappresentanti sindacali, ma la situazione rimane allarmante. I sindacati hanno già annunciato una nuova mobilitazione per martedì, mentre cresce il timore che le attuali proteste possano sfociare in un movimento sociale più ampio, rievocando le recenti manifestazioni dei gilet gialli, previsti per il 17 ottobre.