Proteste studentesche a Parigi: il malcontento per i tagli all’istruzione si fa sentire
Parigi, 2 ottobre 2026 – Un coro di protesta internazionale si leva dagli studenti italiani a Parigi, che si uniscono al grido collettivo “Siamo tutti antifascisti”. Davanti al 108 di boulevard Malesherbes, l’ingresso della rinomata Sorbonne, un gruppo di studenti manifesta il proprio dissenso contro il governo, evidenziando una situazione di malessere crescente nelle università, riporta Attuale.
In mezzo al traffico parigino, una studentessa con un cartello in mano espone le sue rivendicazioni e le sue idee. “C’est de bonne guerre”, dichiarano alcuni compagni di protesta, esprimendo il loro disaccordo verso la finanziaria del governo di Sébastien Lecornou. L’austerità imposta non è ben vista dalle nuove generazioni, che denunciano scarsi finanziamenti per università e scuole superiori.
Un’altra studentessa, Meluina, evidenzia come l’aumento del costo della vita stia gravemente impattando sull’istruzione, affermando: “I prezzi per una licenza qui arrivano a superare anche i tremila euro all’anno. Non possiamo pensare che tutto ciò possa gravare sulle famiglie”. Con oltre 230 mila studenti privi di supporto statale, la situazione si fa insostenibile secondo i manifestanti.
Le proteste, caratterizzate da un forte senso di spontaneità, vedono la presenza di bandiere rosse a rappresentare la Fédération syndicale étudiante (FSE), un’organizzazione studentesca vicina all’estrema sinistra, nota per le sue posizioni anti-capitaliste e per la sua richiesta di un’azione diretta contro il sistema attuale.
La manifestazione non è limitata a Parigi; circa quattrocento istituti e trenta università sono stati colpiti da chiusure, mentre il governo e figure politiche come Marine Le Pen accusano il leader di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, di alimentare il movimento studentesco. In un contesto di tensione sia interna che internazionale, le richieste degli studenti si amplificano, con un chiaro richiamo alla rivendicazione di diritti nei sistemi educativi.
Le aule della Sorbonne rimangono vuote mentre gli studenti si mobilitano all’esterno; un chiaro segnale della determinazione a fare la propria voce sentire. Il messaggio di unità e resistenza risuona forte e chiaro, testimoniando una volontà collettiva di cambiamento e giustizia sociale.