Proteste studentesche in Francia: condizioni scolastiche scatenano mobilitazioni in tutta la nazione
Negli ultimi giorni, migliaia di studenti delle scuole superiori in Francia sono scesi in piazza per rivendicare condizioni di studio migliori. Le aule, segnalano i manifestanti, risultano sovraffollate, sporche e spesso senza personale scolastico adeguato. In risposta, centinaia di istituti sono stati chiusi mentre gli studenti continuano a protestare, con alcuni insegnanti e, in misura minore, anche studenti universitari, che si uniscono a loro, riporta Attuale.
Le manifestazioni sono iniziate il 20 settembre presso il liceo Saint-Exupéry di Créteil, nella periferia sud-est di Parigi. Da inizio anno, la scuola non disponeva di infermiere né di insegnanti di sostegno, lasciando gli studenti a lezione senza la copertura necessaria. Dopo dieci giorni di sciopero, gli studenti hanno ottenuto l’impegno della scuola per l’assunzione di personale, ma nel frattempo le proteste si sono diffuse in molte città, alimentate dall’uso dei social media.
Le rivendicazioni sono comuni in tutto il paese. Il sindacato dei dirigenti scolastici ha riconosciuto la situazione critica, sottolineando che le scuole fanno fronte a classi sovraffollate fino a 35 studenti, complicando il lavoro di docenti e alunni, specialmente per coloro con esigenze speciali.
Nella scuola Paul-Éluard di Saint-Denis, gli studenti sono stati costretti a utilizzare edifici prefabbricati poiché la loro struttura è in ristrutturazione. Gli alunni lamentano temperature estreme e condizioni precarie, con mobili scolastici in stato di degrado. Anche il corpo docente ha espresso preoccupazioni per la sicurezza dell’istituto.
I dati del ministero dell’Istruzione francese evidenziano aspetti preoccupanti: nel 2025 si è registrato un 9,8 per cento di ore di insegnamento perse, principalmente a causa della mancanza di insegnanti. Il rapporto suggerisce che più del 90 per cento delle assenze brevi non è stato sostituito, impattando negativamente sugli studenti in procinto di affrontare l’esame di maturità. Un’indagine del 2024 ha rivelato che oltre un istituto su cinque nella regione dell’Île-de-France versa in condizioni fatiscenti.
I risultati degli studenti francesi, secondo il programma PISA, mostrano un declino che colpisce in particolare le scuole pubbliche delle periferie, evidenziando le sfide dell’apprendimento in contesti scolastici disagiati. Tale situazione ricorda fenomeni simili riscontrati in altri paesi, compresa l’Italia.
All’inizio, le manifestazioni si sono svolte in gran parte pacificamente, ma successivamente si sono intensificate, portando a scontri violenti. Gli studenti del Saint-Exupéry hanno riportato l’arrivo di individui esterni che hanno alimentato la tensione. In molte città, si sono verificati atti di vandalismo e diversi incendi hanno danneggiato edifici scolastici. Il liceo Nelson Mandela di Nantes, ad esempio, rimarrà chiuso per almeno un mese a causa dei danni subiti durante le proteste, costringendo gli studenti a lezioni a distanza.
Il ministero dell’Interno ha comunicato che in un’unica giornata sono stati arrestati quasi 2000 individui in tutta la Francia, e molti agenti di polizia sono rimasti feriti negli scontri. A Saint-Ouen-l’Aumône, un ragazzo è stato ferito al volto da un proiettile di gomma sparato a distanza ravvicinata da una delle armi in dotazione alle forze dell’ordine.
Il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, ha ammesso la legittimità di alcune richieste degli studenti, pianificando un incontro con rappresentanti di studenti e genitori. Ha annunciato l’apertura di una piattaforma di consultazione per consentire agli studenti di esprimere le loro lamentele, anche se la forma di questa piattaforma rimane indefinita. D’altro canto, il ministro ha condannato gli atti di violenza, sottolineando l’influenza di gruppi di extrema violenza.
Il primo ministro Sébastien Lecornu e il presidente Emmanuel Macron hanno indirizzato critiche al partito di sinistra radicale La France Insoumise, accusandolo di fomentare il malcontento. Il leader Jean-Luc Mélenchon ha mostrato sostegno ai manifestanti, denunciando la repressione violenta del governo.
Marine Le Pen, leader del partito Rassemblement National, ha accusato Mélenchon di promuovere ideologie violente e ha proposto l’introduzione di leggi più severe contro le manifestazioni violente. Con le elezioni presidenziali previste per marzo 2027, il tema dell’istruzione è tornato centrale nel dibattito politico francese.