Richard Gere critica la gestione dell’immigrazione da parte del governo Meloni
Roma, 5 ottobre 2026 – L’attore e attivista americano Richard Gere ha lanciato un duro attacco contro il governo italiano per la sua gestione della migrazione. “I diritti umani non si fermano alle frontiere. La detenzione, la deportazione e l’invio di persone oltre i confini europei vengono sempre più presentati come soluzioni normali. In Italia, questa direzione si vede nel crescente ricorso ai centri di detenzione e nel modello sviluppato con l’Albania, riporta Attuale.
Gere ha espresso queste preoccupazioni in un video realizzato per ActionAid, che accompagna il report ‘Trattenuti’, un’analisi del sistema dei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) in Italia e delle politiche di espulsione dei migranti privi di permesso di soggiorno. “La paura sta sostituendo la compassione. Le persone vengono ridotte a numeri, problemi o minacce”, ha affermato nel video. “La detenzione, la deportazione e l’invio di persone oltre i confini europei vengono sempre più presentati come soluzioni normali”, ha continuato l’attore.
La detenzione, la deportazione e l’invio di persone oltre i confini europei vengono sempre più presentati come soluzioni normali. In Italia, questa direzione si vede nel crescente ricorso ai centri di detenzione e nel modello sviluppato con l’Albania.
Ingressi record nei Cpr, ma i rimpatri scendono del 45%
Il report di Action Aid, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari, ha esaminato il sistema dei CPR e le politiche italiane per l’espulsione dei migranti. Nel 2025, l’Italia ha effettuato 4.784 rimpatri forzati, di cui solo 1.732 sono avvenuti da un CPR, mentre 3.052 riguardavano persone mai entrate in questi centri. Anche se sono stati registrati 6.835 ingressi nei CPR, solo il 25,3% di questi è stato effettivamente rimpatriato.
I rimpatri dai CPR sono diminuiti del 45,1% rispetto al 2022, mentre il numero totale di rimpatri forzati è aumentato. I dati raccolti da ActionAid evidenziano che “l’aumento della detenzione non produce automaticamente un aumento dei rimpatri”. Al contrario, “migliaia di persone vengono private della libertà in un sistema privo di trasparenza e efficacia che può prolungare la loro detenzione anche in assenza di rimpatrio. La detenzione amministrativa conduce a una compressione dei diritti fondamentali, senza costituire una soluzione efficace per la gestione delle migrazioni”.
Gere: “Deportazione oltre i confini europei presentata come soluzione normale”
“Nel corso degli anni ho incontrato molte persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni, povertà, disuguaglianze o catastrofi climatiche. Cercavano le stesse cose che tutti noi desideriamo: sicurezza, dignità e speranza”, ha dichiarato Richard Gere nel video di ActionAid.
Gere sottolinea che “qualunque sia il nostro Paese o il nostro status, condividiamo gli stessi diritti umani”. Attraverso l’impegno di organizzazioni come ActionAid, “ci ricordiamo che il vero cambiamento inizia stando al fianco delle persone nella rivendicazione dei propri diritti”.
La migrazione è una delle sfide decisive del nostro tempo. Sebbene i governi abbiano il diritto e la responsabilità di gestirla, sicurezza e diritti umani non devono essere in conflitto. “I diritti um
Incredibile come la situazione stia peggiorando! La detenzione dei migranti sembra diventata la norma. Non si può negare che dietro a questi numeri ci siano persone reali, con sogni e speranze. La compassione deve tornare al centro delle politiche!