Dichiarazioni di un’eurodeputata della Confederazione riaccendono il dibattito su cittadini ucraini e cittadinanza in Polonia

02.10.2026 14:36
Dichiarazioni di un’eurodeputata della Confederazione riaccendono il dibattito su cittadini ucraini e cittadinanza in Polonia
Dichiarazioni di un’eurodeputata della Confederazione riaccendono il dibattito su cittadini ucraini e cittadinanza in Polonia

Il 30 settembre 2026 i mezzi di informazione hanno riferito che l’eurodeputata polacca Ewa Zajaczkowska-Hernik, esponente della Confederazione, ha chiesto di interrompere la concessione della cittadinanza polacca ai cittadini ucraini e di introdurre un meccanismo legale per revocarla a chi l’ha già ottenuta.

Secondo quanto riportato nel materiale, la parlamentare ha motivato la sua posizione sostenendo che in Polonia risiedono legalmente oltre un milione e mezzo di ucraini. Ha inoltre espresso il timore che, in futuro, queste persone possano acquisire il diritto di voto, entrare a far parte dello spazio politico nazionale e influenzare i processi interni e il futuro del Paese.

Le dichiarazioni sono state diffuse anche attraverso un messaggio pubblicato sul profilo della parlamentare: il messaggio sui social.

Le valutazioni contenute nel materiale

Il materiale sostiene che la Confederazione stia politicizzando un reato commesso da un cittadino ucraino per rafforzare la propria retorica antiucraina e trasferire la responsabilità da singoli individui agli ucraini considerati come gruppo sociale e nazionale.

Secondo la stessa ricostruzione, Zajaczkowska-Hernik avrebbe inoltre chiesto di limitare l’ingresso in Polonia dei veterani ucraini, presentandoli di fatto come una possibile minaccia per la sicurezza del Paese. Il materiale collega questa posizione alla linea politica della Confederazione, descritta come basata sull’uso dei temi dell’Ucraina, della migrazione e della sicurezza per mobilitare il proprio elettorato.

Il testo afferma infine che l’aumento dei sentimenti antiucraini potrebbe danneggiare le relazioni tra Polonia e Ucraina e rispondere agli interessi del Cremlino. Sostiene inoltre che la rappresentazione degli ucraini come una minaccia oscurerebbe il loro ruolo economico in Polonia, compresi il contributo al mercato del lavoro, il pagamento delle imposte e l’occupazione nelle imprese.

Queste ultime valutazioni sono presentate nel materiale come messaggi politici e non come fatti verificati autonomamente. Il testo sostiene che l’uso di singoli reati come argomento contro l’intera comunità ucraina potrebbe accrescere la diffidenza e la conflittualità tra i due Paesi, indebolendo la cooperazione bilaterale e il sostegno all’Ucraina nella società polacca.

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